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La cripta delle Mummie di Oria, dove l’uomo ha sfidato l’eternità.

La cripta delle mummie di Oria, è uno di quei luoghi di Puglia che riscontro essere ancora tra i poco conosciuti.

Eppure nel succorpo della Cattedrale di Oria, si conserva uno degli spettacoli più macabri e incredibili della storia pugliese: 22 nicchie che ospitano 11 confratelli dell’Arcidiocesi della Morte di Oria. Mummificati.

mummie

Lo spettacolo non è per visitatori sensibili, ma vi assicuro che merita di essere visto.

Un esempio simile di mummificazione si trova solo a Palermo, nella celebri Catacombe dei Convento dei Cappuccini, di ben altre dimensioni e con un gran numero di mummie, ma anche la cripta di Oria saprà lasciarvi a bocca aperta.

Il luogo risale al 1484 e nasce come sito di preghiera per coloro non erano riusciti a sopravvivere alla battaglia contro i turchi ad Otranto (1480-1481).

In seguito alla sconfitta dei turchi, rimasero sul territorio alcune bande sfuggite alla cacciata. Alfonso D’Aragona, incaricò quindi un certo Giulio Bonifaci di combattere queste orde turche. Fu così che nel 1484 nacque un gruppo di crociati:  i “Crociati Fede o Morte“. Nell’anno 1598, poi, Monsignor Del Tufo, li pose sotto la protezione di Maria SS. del Carmine e li intitolò “Confraternita della Morte“.

La cripta nasce quindi, per conservare all’interno delle proprie nicchie, i corpi di questi valorosi oritani, che su loro personale richiesta, dinanzi ad una commissione di almeno quaranta confratelli, richiedevano di essere mummificati per testimoniare in eterno il loro valore. Nonostante l’Editto di Saint Cloud di Napoleone (1804) che imponeva che le sepolture venissero poste al di fuori delle mura cittadine, ad Oria si continuò ad esercitare la pratica della mummificazione illegalmente. A testimoniarlo sono le date riferite ai confratelli esposti nella cripta.

Mummia

Ma quale era la procedura di mummificazione? La salma da imbalsamare veniva eviscerata e si proseguiva con l’aspirazione della materia celebrale dalle narici. Poi si  inseriva nel corpo una mistura di sali disidratanti e calce vergine polverosa. La mummia veniva quindi immersa in una piscina in cui vi erano le stesse sostanze messe all’interno del corpo e qui rimaneva per due anni, due anni e mezzo, in base alla costituzione fisica dell’uomo. A questo punto in presenza di almeno due familiari, la salma mummificata veniva estratta, lavata, trattata con degli appositi balsami, rivestita con la tonaca personale e collocata in una delle nicchie della cripta.

Una storia davvero incredibile e a tratti inquietante.

A parte il lato macabro, sono convinta che la Cripta delle Mummie di Oria meriti una sosta, per cui se passate da queste parti, non esitate a fermarvi. La visita non vi porterà via molto tempo, ma vi lascerà quella strana sensazione di aver visto degli uomini che hanno osato sfidare l’eternità…

 

 

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Il litorale tarantino,un sogno ad occhi aperti!

Il litorale tarantino? Leporano, Pulsano, Lizzano…vi dicono niente?

Bè se è così non posso che dispiacermi per voi, perché in pratica non avete mai sentito parlare di uno dei tratti di costa più belli di Puglia! E a parlare non è il mio cuore tarantino, ma una nuova me, che quest’anno ha voluto guardare questi posti con nuovi occhi, ritornando nella mia meravigliosa villa a Leporano dove non soggiornavo da quando ero bambina, e permettendomi di vivere questa costa con la consapevolezza dei miei 33 anni, e non più con gli occhi spesso offuscati dalla giovinezza e dalla birra Raffo dei miei 20 anni 🙂 🙂 🙂

Il mio racconto non può non iniziare da Leporano, sede di tutti i miei giochi estivi, nella grande villa al mare. Ci sono ritornata dopo tanto con la mia famigliola fresca di matrimonio ed un gruppo di amici e mai giorni furono più spensierati. Un viaggio di nozze dietro casa in pratica, per di più condiviso, ma assolutamente speciale! Io e il mio maritino nuovo di zecca ci siamo divertiti a far credere a tutti su Facebook e Instagram che fossimo alle Bahamas e incredibilmente in molti ci hanno creduto!!!

Le foto traevano perfettamente in inganno! Eccone un esempio 🙂

 

villa Leporano

Il primo mare ad averci accolto è quello di Porto Pirrone, una località in cui vi è anche un camping accanto alla spiaggetta in cui abbiamo sostato per un’oretta prima di pranzo. Un mare celeste ti stupisce dopo aver fatto un po di scale circondata da murales.

porto pirrone

Porto Pirrone

Un blu così lo sognavo da tutta l’estate, essendomi bagnata sino ad allora solo nell’Adriatico ed essendo legata allo Ionio in maniera speciale!

L’altra caletta che avevo dimenticato col tempo è la bellissima Baia d’argento! Un nome che è tutto un programma, un luogo riservato e accogliente, frequentato prettamente da chi ha la villa in questa zona di Leporano.

Baia d'argento 1

Baia d’argento

Così accogliente, che abbiamo scoperto che la signora Mimma, storica residente del posto, porta ogni mattina in un thermos, il caffè freddo schekerato con panna per tutta la spiaggetta, per i vicini in sostanza, ma se sei “forestiero” ti viene offerto comunque ed è squisito! Tipico esempio di ospitalità tarantina! Adoro!

Nonostante fosse ferragosto, non siamo stati mai nella bolgia infernale della gente che di solito popola le spiagge. Scegliendo gli scogli, o meglio le spiaggette di ciottoli abbiamo evitato la calca e ci siamo goduti il mare.

Tra le spiaggette che abbiamo toccato c’è la mitica (mitica per i tarantini, almeno quelli della mia età ora non so se è ancora così), Baia del pescatore.

Penso di aver toccato questa spiaggia di giorno solo quest’anno. Durante i miei 20 anni l’ho solo frequentata di notte, tra amici, musica, chiar di luna e coktail. Devo dire che la sua bellezza resta invariata di giorno e la sorpresa è stata estremamente piacevole.

Baia del pescatore

Baia del pescatore

Ma andiamo avanti. Nel post ferragosto ci siamo spinti verso Pulsano, sempre facendo base a Leporano, distano pochi km.

Anche qui, ho voluto fare l’adulta, ho voluto esplorare. La Me Ventenne mi avrebbe spinto verso la Baia Serrone e sul suo bellissimo terrazzino vista mare. Invece no. Abbiamo scelto una caletta che si vedeva dalla litoranea guardando in giù.

Un PA-RA-DI-SO!

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La caletta al di sotto del Ristorante Girasole, non saprei indicarla meglio.

Più che una sorpresa, una sosta di vero relax!

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Per finire la vacanza tarantina, non potevo non spingermi verso la mia spiaggia del cuore, lo Striscione a Lizzano, la marina successiva a quella di Pulsano.

Spiagge kilometriche, sabbia fine, mare celeste, qualche problema a parcheggiare che rimane invariato negli anni (ma è per preservare la macchia mediterranea) et voilà, un tramonto da sogno!

lizzano striscione

Lizzano, Striscione

Il bello di questo lato della Puglia è che ci resti sino al calar del sole, lo vedi inabissarsi nell’acqua e ti godi ogni sfumatura mentre ti si asciuga il costume o fai l’ultimo romanticissimo bagno.

Tutta la vacanza è stata caratterizzata dalle prime “battute” di pesca della mia bambina sugli scogli di Leporano assieme al papà prima e poi a Campomarino in compagnia dell’insostituibile compagno di pesca di papà, Fabio.

Campo marino

Campomarino

Una cosa che desiderava da tempo provare e che ha portato a pochi frutti, una occhiatina e una bavosa, ma a tanta emozione 🙂

Così la nostra vacanza sul litorale tarantino è giunta al termine.

Posti bellissimi, che avevo dimenticato e come molti tarantini sottovalutato. Taranto è un po stata destinata ad uno strano oblio, sepolta da molti pregiudizi e purtroppo da un mostro che l’ha fatta ripudiare come figlia della bella Puglia. Ma qui la bellezza della nostra regione si manifesta come non mai, nella gente, nei luoghi, nell’incantevole mare.

Una costa tutta da vivere, spiagge e scogli tutti da esplorare.

Non mancheranno altri bagni nel mio mare, perché è mio nel cuore, nell’anima e in tutto quello che sono, e che solo quando torno lì mi rendo conto di tante cose che fanno parte di me in maniera indelebile.

 

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