Ponte del 25 aprile, qualche idea su come trascorrerlo restando in Puglia.

Il ponte del 25 aprile è ormai iniziato. In tanti però non sapranno ancora cosa fare (tra cui io), così questa mattina mi sono messa a spulciare in rete per scovare qualcosa di interessante ed ho trovato diversi spunti!

A parte le classiche visite ai bellissimi centri storici che la nostra incantevole Puglia  ci offre gratuitamente, ci sono un bel po di iniziative adatte a famiglie e non, organizzate da varie associazioni, che permettono di trascorrere piacevoli giornate con pochi euro. Qui di seguito ve ne segnalo qualcuna, scelta in base al mio personale gradimento.

Per chi ha bambini, questo ponte potrebbe essere una buona occasione per visitare la Mostra dei dinosauri “Word of dinosaurs“organizzata da Parcoscenico presso la Masseria Triticum di Francavilla Fontana. Gli organizzatori hanno prolungato l’apertura della mostra dei dinosauri a dimensione naturale sino al 14 maggio nei giorni 22 – 23 – 24 e 25 aprile, il 29 e 30 e in occasione dell’1 maggio per poi continuare il 6 – 7 – 13 – 14. Mi sembra una bella occasione per una gitarella fuori porta adatta ad adulti e bambini!

Il 23 aprile nel Parco delle Dune costiere, tra Ostuni e Fasano, un parco che io trovo bellissimo, si terrà  Melodia di primavera organizzato da Albergabici Centro Visite del Parco Dune Costiere. Una bella passeggiata tra i profumi della primavera, grotta scavate nel Medioevo e una sosta nella Masseria Fontenuova, un’azienda di produzione di latte e prodotti caseari stagionati e freschi in cui si allevano bovini e ovini autoctoni. Intorno alla lama si estendono distese di campi di grano oltre le quali si vede il mare, in un paesaggio incredibile diviso da una lunga strada bianca, scelta anche da alcuni set cinematografici. Dopo la passeggiata, nell’oliveto monumentale della masseria, si terrà un concerto di musica classica dedicato alla Primavera. Una giornata rilassante in armonia con la natura, costo 15 euro per gli adulti.

Un altro appuntamento interessante sarà domenica 23 aprile, nella mia amata Taranto, la ProLoco organizza una passeggiata fotografica nel borgo antico a soli 5 euro, una visita guidata, con un occhio particolare agli scorci più belli da fotografare. Resterete stupiti per la bellezza di questo centro storico. Per chi non avesse ancora visto Taranto, è il momento di farlo, ma ci si prenota entro oggi!

E passiamo al 25 aprile, che pullula di iniziative! Io ne ho scelte 3 da indicarvi, secondo ciò che a me piace fare per scoprire la mia bella regione e vi consiglio caldamente questi appuntamenti:

  • 25 Aprile nella Valle dell’Incanto a Fasano; una scampagnata ed una visita guidata nel più grande parco rupestre di Puglia:  Lama D’antico.  Un trekking di due ore e mezza adatto a tutti, anche ai più piccini, organizzato da Pugliavventura , un’associazione che offre escursioni bellissime. La passeggiata si terrà in questo piccolo canyon di Fasano, in cui sarà possibile godere della natura del Parco e conoscere gli insediamenti e le chiese rupestri della zona. Ci si fermerà a termine del trekking per un picnic tra gli ulivi secolari. Il costo è di soli 12 euro per gli adulti, e trovo che sia un’escursione davvero affascinante!
  • 25 aprile al Museo di storia naturale del Salento a Calimera, Lecce.  Una giornata all’insegna della natura per una Scampagnata in Museo, una giornata biodiversa. Una entusiasmante occasione soprattutto per i bambini, per assistere a 2 reintroduzioni in natura di fauna selvatica, osservare il Sole con gli Astrofili salentini, visitare il Museo, il Parco Faunistico e il Vivarium e partecipare alle attività ludiche per bambini e ragazzi. Ci sarà inoltre libera fruizione degli spazi aperti per pic-nic. Il tutto a 10 euro per gli adulti. Molto, molto carino.
  • Restando nel Salento, spingendoci più a sud, nel meraviglioso Parco dei paduli a San Cassiano, dove i ragazzi di Abitare i paduli, che hanno realizzato gli incredibili “nidi” in cui poter entrare, organizzano la terza edizione della manifestazione Paduli, terra di ulivi e libertà. La giornata inizierà alle 09:45 nell’uliveto pubblico di San Cassiano per poi iniziare una bella passeggiata, verso i locali dell’Oleificio Santa Cristina, proseguendo con una festa campestre, tra degustazioni, escursioni e musica fino a tarda sera. Di certo uno degli appuntamenti più interessanti e adatto a tutti, giovani, famiglie e allegre comitive! Ah, Ingresso gratuito!

Questi i miei spunti per il ponte del 25 aprile. La Puglia è tutta bella e tante cose si possono fare. Se attraverso questo articolo sceglierete una di queste, sarò felice di avervi aiutato a trascorrere una giornata di certo piacevole!

Buon 25 aprile a tutti!!!

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Le carote di Tiggiano, l’ortaggio della virilità.

Le carote di Tiggiano sono un ortaggio che in questo periodo dell’anno popola i banchetti di tutti i fruttivendoli salentini. Io ne sono stata sempre particolarmente attratta, trovo queste carote davvero invitanti! Oggi le ho comprate per cucinare un piatto che in famiglia adoriamo, le carote con le uova, che mi ha insegnato mia cognata, una bravissima cuoca!

Ho scoperto che questo ortaggio è uno dei più antichi presenti qui nel Salento, e si coltiva ancora solo nelle zone di Tiggiano, Tricase e Specchia e che si deve la sua sopravvivenza al legame con Sant’ippazio protettore della virilità, festeggiato il 19 gennaio con una festa che mischia sacro e profano. Le Pestanache di Sant’Ippazio, così vengono chiamate,  si vendono durante questa festa assieme alle giuggiole e il rito vuole che degli uomini del paese si contendano un grande palo di sette metri che dovrà essere issato in corsa. Il prossimo anno non perderò questa festa!

Insomma, il santo della virilità, i festeggiamenti alquanto originali 🙂 e la particolare forma e dimensione di queste carote…una serie di rimandi davvero simpatici! 🙂 🙂 🙂

Oltretutto questi ortaggi hanno delle straordinarie proprietà organolettiche antiossidanti e anti infiammatorie, ben superiori a quelle delle carote normali e sono gustose e croccantissime!

Chissà che non siano anche afrodisiache a questo punto!  Se lo sono meglio ancora, ma comunque sia, ora che le ho scoperte, io non ne farò più a meno!img_20170222_114210

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“L’orecchietta”, la gastronomia dai sapori autentici che sa di casa.

L’altro giorno mi sono avventurata in quel di Guagnano in occasione di un sopralluogo. Durante la nostra passeggiata  ho avuto modo di mangiare in una gastronomia che io ignorava mentre pare essere conosciutissima in zona! Bene, ora che so della sua esistenza di sicuro non perderò occasione di tornarci ancora, ripassando da Guagnano.

Questo posto, che è il trionfo dello street food (e non solo) salentino, si chiama L’orecchietta e mi ha letteralmente conquistata!

Gestione familiare, un luogo nato ben 26 anni fa in una Guagnano in cui di certo la cucina era solo quella delle nonne nelle case. La signora Lisetta però, anima dell’Orecchietta, “ci ha visto lungo” e ha pensato bene di portare quella cucina così genuina nel suo locale, a disposizione di tutti. E tutti si sono così innamorati dei suoi piatti.

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L’orecchietta è un continuo via vai di gente che compra qualcosa da portar via, da mangiare in strada o da portare a casa. Diciamo che anche le casalinghe più estremiste, mi pare da quel po che ho potuto osservare, si siano arrese a cotanta bontà e comodità 🙂 !

Il bancone è costellato di piatti tipici salentini, pasta fresca fatta in loco,  primi e secondi piatti, verdure e focacce dagli svariati ripieni.

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Mino, il figlio della signora Lisetta, accogliente padrone di casa, ci ha spiegato che usano solo prodotti di stagione, come la zucca o i pomodori invernali prodotti da Karadrà.

Abbiamo difatti assaggiato una focaccia con zucca acciughe e capperi che era una vera delizia! Io ovviamente mi sono subito riproposta di riprovarla a casa in versione Gluten free per permettere a mia figlia di provare questo accostamento quanto mai azzeccato!

Che dire poi del locale di per sè? Carinissimo, con sedute dentro e fuori e con una vasta gamma di prodotti in vetrina, tutti provenienti solo dalle vicinanze! Passate di pomodoro locali, i legumi di Zollino e una vastissima scelta di vini salentini. Del resto siamo nella terra del Negramaro!

E proprio qui ho fatto un’altra scoperta! Il Vegamaro, un vino vegano  prodotto dalla cantina locale Feudi di Guagnano.

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Ho dovuto ammettere la mia ignoranza! Non avevo assolutamente idea che il vino potesse contenere elementi di origine animale! Pare invece, che per produrlo vengano utilizzati dei coadiuvanti di origine animale come l’albumina d’uovo, la caseina e i caseinati in alcune fasi di produzione. Approfondirò questo discorso che mi ha molto incuriosito.

L’orecchietta per me è stata proprio una bella scoperta! In più hanno un bel sito e profili Instagram e Facebook molto curati.

Insomma una realtà davvero che crede in quel che fa e merita di essere conosciuta!

Se passate da Guagnano non fatevela scappare!

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Alla scoperta dei delfini, nel mare di Taranto. Una magia inaspettata.

Sono tarantina. Nel senso che sono nata a Taranto, ci sono stata fino ad un certo punto della mia vita, poi ci sono tornata per frequentare il liceo, di fronte al mare…poi sono andata via di nuovo.

Ogni volta che torno a Taranto, la ricerca di quel mare è inevitabile, necessaria. Necessario è affacciasi sul lungomare, guardare infinite volte lo stesso paesaggio, il castello aragonese, il ponte girevole, tutto meravigliosamente incastonato in quel pezzo di blu.

Quel mare questa volta, mi ha regalato una sorpresa meravigliosa. Ho visto realizzarsi proprio qui un mio grande desiderio, in questa città devastata dal rosso Ilva, in cui il mare si è salvato e la natura sta gridando che c’è anche lei e vuole tornare a vivere a Taranto.

Ho visto i delfini in mare aperto.

Siamo salpati dal Molo Sant’Eligio con lo staff della Jonian Dolphin Conservation, l’associazione che si occupa dello studio dei delfini che si sono stanziati nelle acque di Taranto. Un gruppo di biologi marini dall’animo nobile, che ha pensato di sostenere la propria ricerca, accompagnando i turisti alla scoperta di questi meravigliosi cetacei in mare aperto.

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Di meraviglioso oltre all’avvistamento dei delfini, c’è la spiegazione che viene fornita durante tutta l’escursione, che dura dalle 9:30 alle 15:30 del pomeriggio. Questi ragazzi, spiegano con passione il loro lavoro, i loro studi e mettono tutti in condizione di conoscere meglio questo mammifero così speciale. Raccontano la sua evoluzione, la sua presenza nel mar Ionio e permettono l’ascolto del verso dei delfini, con annessa spiegazione dei vari versi, attraverso uno strumento che immergono in acqua e registra i suoni. A bordo quel giorno c’è stato un ascolto molto speciale 🙂

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L’avvistamento ha qualcosa di magico.

Siamo così abituati a vedere animali in cattività, che quando si ha l’occasione di vederli liberi, nel loro habitat, garantisco sia un’emozione incredibile. Io ero realmente commossa. Noi abbiamo avvistato un gruppo di Stenelle striate, la razza di delfini che popola lo Ionio, mentre erano a caccia.

Li abbiamo visti avvicinarsi alla barca con le loro sentinelle, nuotare liberi mentre ci veniva richiesto silenzio e rispetto, perché gli ospiti in quel momento eravamo noi.

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Non c’è da aspettarsi il delfino che si avvicina e si fa accarezzare, non si lancia loro cibo. La bellezza di questa escursione sta nel RISPETTO e nell’ascolto. Ascolto della natura, delle proprie emozioni, delle nozioni scientifiche e delle curiosità che vengono raccontate dai biologi durante tutto il viaggio.

In più a bordo viene offerta frutta, aperitivo, pranzo a base di focacce e mozzarelle buonissime, insomma, una giornata SPECIALE.

Siamo tornati a casa arricchiti, emozionati e più consapevoli. Per la mia bambina è stata un’esperienza importantissima, che lei che ama tanto il mare so che porterà nel cuore per sempre.

Grazie Jonian Dolphin Conservation, Taranto ora è ancora più bella grazie a voi.

“Il mare che ci circonda, il sole che ci dà vita, la luna e le stelle che brillano nel cielo sono vere ricchezze. Sono tesori senza tempo e ci sono stati regalati per ricordarci a ogni istante la magia dell’esistere; sono la testimonianza di un mondo pieno di miracoli, e basta guardarsi intorno per realizzare i sogni.”

Il delfino, Sergio Bambarén.

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Briatore, la Puglia dei ricchi e gli “Statevene a casa vostra”: una riflessione leggera.

Ieri si è tenuto ad Otranto l’incontro dal titolo “Le prospettive del turismo nel Salento“. Pare sia il terzo di altri incontri sul tema, ma se degli altri due non si è sentito molto parlare, questo ha destato non poco clamore, probabilmente molto più di quello che l’architetto Foresta, ideatore dello stesso, immaginava!

Eh si perché l’intento di questi incontri è decisamente utile e nobile, ma probabilmente gli organizzatori non avevano immaginato che Briatore o si era “alzato storto” o non gli era piaciuto il pasticciotto che gli avevano portato a colazione o c’era poco latte di mandorla nel caffè che gli è risultato amaro, non sappiamo! Quel che sappiamo è che  ha iniziato a parlare come una scheggia impazzita non della bellezza di Puglia, come forse la platea si aspettava, ma della sua inadeguatezza ad accogliere un turismo RICCO che lui con l’apertura del suo Twiga ad Otranto immagina di portare da queste parti.

Da qui immagino che di seguito sia successo che Foresta abbia avuto uno mancamento, da cui si è ripreso grazie a un getto di acqua delle frise che Briatore intanto si stava sponzando, mentre l’impavida assessore Capone sfoderava la sua spada in difesa delle nostre coste che mai più vedranno piscine a picco sul mare. I tre sindaci di Lecce, Otranto e Gallipoli, intantosi immaginavano messi su un aereo alla ricerca di ispirazioni nel mondo, come consigliava il noto imprenditore.

(Non è andata esattamente così 🙂 )

Ed ecco che a seguito di questo incontro si è scatenato il commento virale sulle deposizioni di Briatore.

Il Salentino medio ha commentato con il famoso”STATEVENE A CASA VOSTRA” che di questi tempi, basta sostituire il soggetto e va sempre alla grande.

Gli addetti ai lavori hanno invece criticato costruttivamente il fatto, cercando soluzioni più o meno plausibili sulla ricchezza dell’identità storica.

Io di mio penso che se Briatore ha scelto questo posto nel mondo per il suo super Twiga, sicuramente avrà fatto delle valutazioni sull’applicabilità, non stiamo mica parlando del primo idiota che apre un locale! Non può però ricordarsi adesso che non ci sono  porti adatti ai mega yatch o aeroporti sugli scogli!

Se decidi di aprire, adattati pure! Noi aspettiamo voi imprenditori per vedere quante cose fighe siete in grado di insegnarci e farci vedere e allora vieni! Ma non pretendere di snaturare una terra che è così, che ti piaccia o meno.

Poi, io fossi ricca, mi sentirei anche un po offesa, perché non è vero che i ricchi non se ne fregano della cultura! Non tutti almeno!

E comunque  puoi avere tutti i soldi del mondo ma se vieni a Lecce e non vedi Santa Croce rimanendo ipnotizzato hai un problema! Sappilo!

O se non vai a vedere dal vivo il mosaico pavimentale di Otranto, la Basilica di Santa Caterina a Galatina, di problemi ne hai due tre in più!!!

Poi se ai ricchi piace davvero solo bere champagne e fare feste in discoteca, be allora, forse questo potete farlo un po ovunque , è vero, ma non vi voglio immaginare così miserabili e sono convinta che arrivando qui sarete pronti a ricredervi!

Per cui, io credo che questa futura presenza debba essere vista da noi pugliesi e salentini nello specifico, come una grande opportunità, per dimostrare che possiamo gestire anche questo tipo di flussi non snaturando la nostra identità.

Non possiamo boicottare la presenza dei ricchi! Non sono così cattivi come li ha disegnati Briatore! Comunque, meglio un ricco di un deficiente ubriaco all’alba, svenuto tra le strade di Gallipoli!!!

E poi Briatore  è un provocatore! E se non gli basteranno i nostri vini di lusso, i nostri tramonti di lusso, la nostra storia di lusso bè allora deciderà di cambiare rotta.

Voglio credere che i sindaci presenti sapranno far tesoro di questo grande polverone e che l’assessore Capone porti in Regione l’entusiasmo costruttivo e la difesa della sua terra che da sempre la contraddistingue.

E noi, noi non critichiamo sempre e comunque! Impariamo a crescere, che in questa Puglia c’è ancora tanto da fare, per i ricchi e per i comuni mortali! Diamogli torto a Briatore!!!

 

 

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Il litorale tarantino,un sogno ad occhi aperti!

Il litorale tarantino? Leporano, Pulsano, Lizzano…vi dicono niente?

Bè se è così non posso che dispiacermi per voi, perché in pratica non avete mai sentito parlare di uno dei tratti di costa più belli di Puglia! E a parlare non è il mio cuore tarantino, ma una nuova me, che quest’anno ha voluto guardare questi posti con nuovi occhi, ritornando nella mia meravigliosa villa a Leporano dove non soggiornavo da quando ero bambina, e permettendomi di vivere questa costa con la consapevolezza dei miei 33 anni, e non più con gli occhi spesso offuscati dalla giovinezza e dalla birra Raffo dei miei 20 anni 🙂 🙂 🙂

Il mio racconto non può non iniziare da Leporano, sede di tutti i miei giochi estivi, nella grande villa al mare. Ci sono ritornata dopo tanto con la mia famigliola fresca di matrimonio ed un gruppo di amici e mai giorni furono più spensierati. Un viaggio di nozze dietro casa in pratica, per di più condiviso, ma assolutamente speciale! Io e il mio maritino nuovo di zecca ci siamo divertiti a far credere a tutti su Facebook e Instagram che fossimo alle Bahamas e incredibilmente in molti ci hanno creduto!!!

Le foto traevano perfettamente in inganno! Eccone un esempio 🙂

 

villa Leporano

Il primo mare ad averci accolto è quello di Porto Pirrone, una località in cui vi è anche un camping accanto alla spiaggetta in cui abbiamo sostato per un’oretta prima di pranzo. Un mare celeste ti stupisce dopo aver fatto un po di scale circondata da murales.

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Porto Pirrone

Un blu così lo sognavo da tutta l’estate, essendomi bagnata sino ad allora solo nell’Adriatico ed essendo legata allo Ionio in maniera speciale!

L’altra caletta che avevo dimenticato col tempo è la bellissima Baia d’argento! Un nome che è tutto un programma, un luogo riservato e accogliente, frequentato prettamente da chi ha la villa in questa zona di Leporano.

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Baia d’argento

Così accogliente, che abbiamo scoperto che la signora Mimma, storica residente del posto, porta ogni mattina in un thermos, il caffè freddo schekerato con panna per tutta la spiaggetta, per i vicini in sostanza, ma se sei “forestiero” ti viene offerto comunque ed è squisito! Tipico esempio di ospitalità tarantina! Adoro!

Nonostante fosse ferragosto, non siamo stati mai nella bolgia infernale della gente che di solito popola le spiagge. Scegliendo gli scogli, o meglio le spiaggette di ciottoli abbiamo evitato la calca e ci siamo goduti il mare.

Tra le spiaggette che abbiamo toccato c’è la mitica (mitica per i tarantini, almeno quelli della mia età ora non so se è ancora così), Baia del pescatore.

Penso di aver toccato questa spiaggia di giorno solo quest’anno. Durante i miei 20 anni l’ho solo frequentata di notte, tra amici, musica, chiar di luna e coktail. Devo dire che la sua bellezza resta invariata di giorno e la sorpresa è stata estremamente piacevole.

Baia del pescatore

Baia del pescatore

Ma andiamo avanti. Nel post ferragosto ci siamo spinti verso Pulsano, sempre facendo base a Leporano, distano pochi km.

Anche qui, ho voluto fare l’adulta, ho voluto esplorare. La Me Ventenne mi avrebbe spinto verso la Baia Serrone e sul suo bellissimo terrazzino vista mare. Invece no. Abbiamo scelto una caletta che si vedeva dalla litoranea guardando in giù.

Un PA-RA-DI-SO!

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La caletta al di sotto del Ristorante Girasole, non saprei indicarla meglio.

Più che una sorpresa, una sosta di vero relax!

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Per finire la vacanza tarantina, non potevo non spingermi verso la mia spiaggia del cuore, lo Striscione a Lizzano, la marina successiva a quella di Pulsano.

Spiagge kilometriche, sabbia fine, mare celeste, qualche problema a parcheggiare che rimane invariato negli anni (ma è per preservare la macchia mediterranea) et voilà, un tramonto da sogno!

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Lizzano, Striscione

Il bello di questo lato della Puglia è che ci resti sino al calar del sole, lo vedi inabissarsi nell’acqua e ti godi ogni sfumatura mentre ti si asciuga il costume o fai l’ultimo romanticissimo bagno.

Tutta la vacanza è stata caratterizzata dalle prime “battute” di pesca della mia bambina sugli scogli di Leporano assieme al papà prima e poi a Campomarino in compagnia dell’insostituibile compagno di pesca di papà, Fabio.

Campo marino

Campomarino

Una cosa che desiderava da tempo provare e che ha portato a pochi frutti, una occhiatina e una bavosa, ma a tanta emozione 🙂

Così la nostra vacanza sul litorale tarantino è giunta al termine.

Posti bellissimi, che avevo dimenticato e come molti tarantini sottovalutato. Taranto è un po stata destinata ad uno strano oblio, sepolta da molti pregiudizi e purtroppo da un mostro che l’ha fatta ripudiare come figlia della bella Puglia. Ma qui la bellezza della nostra regione si manifesta come non mai, nella gente, nei luoghi, nell’incantevole mare.

Una costa tutta da vivere, spiagge e scogli tutti da esplorare.

Non mancheranno altri bagni nel mio mare, perché è mio nel cuore, nell’anima e in tutto quello che sono, e che solo quando torno lì mi rendo conto di tante cose che fanno parte di me in maniera indelebile.

 

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Due giorni a Tricase, per staccare la spina.

Tricase è uno di quei paesotti incantevoli che ti ritrovi davanti andando da Castro in giù, verso Leuca, uno di quei posti da vedere assolutamente se ci si trova in Salento.

Abbiamo deciso di trascorrere qui un paio di giorni, per poter visitare il paesino e sopratutto godere del bellissimo mare che caratterizza questo tratto di costa adriatica che io tanto adoro.

Il nostro breve soggiorno è iniziato con un bagno nelle acque di Tricase porto, una piccola spiaggetta, un porticciolo e la passeggiata sugli scogli da cui tuffarsi per un bagno veloce.

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Un posto in cui sembra essersi fermato il tempo.

Lasciando la frazione di Tricase porto, lungo la strada che riporta a Tricase, si rimane rapiti dalla meravigliosa Quercia Vallonea, gigante di oltre 700 anni, un tronco di 4,25 metri ed un’immensa chioma; davvero qualcosa di incredibile!

A Tricase, in serata, ci siamo imbattuti senza saperlo nella Festa di San Vito, il patrono.

La bellissima piazza era adornata delle tipiche luminarie che fanno tanto Sud , la cassa armonica della banda e le immancabili bancarelle. Lo spettacolo che non ci aspettavamo è stato quello dei fuochi d’artificio a cascata e non solo, sull’elegante Castello Gallone, uno splendido palazzo del 1600 perfettamente conservato che rende incredibilmente bella la piazza del paese.

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Non conoscevo la bellezza delle viuzze di questo borgo salentino e ne sono rimasta piacevolmente stupita. Qui le strade si chiamano “le strittule” e anche un tipico locale in cui si può mangiare la tipicissima Puccia con i pezzetti di cavallo, porta questo nome.

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Dopo questa bella serata, il secondo giorno lo abbiamo dedicato interamente al meraviglioso mare di questa zona.

L’intera mattinata l’abbiamo trascorsa in una delle piscine naturali più belle del Salento, quella di Marina Serra, un posto incantevole, che sembra dipinto, in cui i bambini possono sguazzare in quella che tutti chiamano “la piscina”, infilarsi in una grotta, oppure nuotare nel “Mare grande” come lo chiamava una signora del posto, solo spingendosi oltre uno degli archi naturali.

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Appollaiarsi sugli accoglienti scogli e ammirare questo paesaggio, tra un tuffo e l’altro  è senza dubbio un Must del Salento!

Nel pomeriggio poi, abbiamo raggiunto il posto che io più desideravo vedere! Dopo 14 anni nel Salento ancora non ci ero mai stata: la meravigliosa Grotta Verde, a Marina di Andrano, poco oltre la marina di Tricase. Uno spettacolo!

Qui la natura si esprime al suo meglio! Splendidi giochi di colori, rendono questa grotta bellissima! Il mare si riflette sulle pareti e, per un magico gioco di luci, tutto diventa verde! Il consiglio è quello di andarci al mattino o entro il primo pomeriggio, quando il sole è ancora alto per godere della magia dei colori.

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Semplicissimo entrarci, difficile andar via. La mia Matilde non smetteva più di sguazzarci!

Insomma, due giorni a due passi da casa mia, a Lecce, mi hanno permesso di staccare la spina con la mia famiglia, visitare un borgo carinissimo, nuotare in un mare d’incanto, esplorare e non smettere mai di meravigliarmi della terra in cui ho la fortuna di vivere!

Cosa altro voglio di più dalla vita? 🙂

Photo credits Gabriele Dell’Anna.

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