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Quale lato di costa scegliere in base al vento nel Salento.

Andare al mare in Salento significa affidarsi completamente alle volontà del vento e scegliere in base ad esso il lato di costa migliore. Se scirocco o tramontana, questa terra saprà offrire scorci diversi, mare cristallino e caraibico o carico di onde meravigliose adatte agli sport aquatici come il kitesurf.

Ve ho parlato qui Il vento, il miglior amico dei salentini. e con questo vento di tramontana mi è sembrato giusto rispolverare il tema. Buon vento a tutti!

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In bus da Lecce al paese, nel sud dove è sempre tutto uguale.

Specchia

Specchia, LE

Stamattina sono tornata in bus da Lecce al paese. L’ho fatto poche volte dopo l’università.

Ma perché ho finito l’università? Si, veramente, da almeno dieci anni.

“…La mia città mi mette l’ansia con quell’aria da teatrino surreale, la ricchezza ostentata dalle cerchie, gli americani che ci rubano le case. La mia città un po’ mi spaventa con quell’aria da nostalgica fascista, il sorriso affascinante di una decaduta nobile arrivista…” Questa canzone mi è entrata nel cervello.

In realtà potrebbe non essere passato un giorno dall’università e dai viaggi in bus.

Tanto al sud tutto è sempre uguale.

I filari di ulivi, i filari di viti, il paese, i vecchi in bicicletta la mattina presto, le signore in nero che leggono i manifesti dei morti, i filari di ulivi, i filari di viti, le masserie, i contadini, il trattore, il bus che deve rallentare, il paese, i bambini per strada, il fruttivendolo, le Ferrovia a 2.50 le albicocche a 1, i maschi al bar, la piazza, i binari della Sud Est, la distesa di grano, il nulla, la pagghiara, i fichi, il paese…

“…La mia città mi mette l’ansia, quando arrivano le feste di natale, i compagni del liceo, il capodanno i parenti e la tua ex da rivedere, gli amici veri che vanno a lavorare al nord, gli amici veri che vanno a lavorare al nord e tu hai deciso di restare a marcire tra la Colacem e il mare…”

Sarà, ho deciso di marcire qui. E sia, direbbero i leccesi. Let it be…Che da qualche parte dobbiamo marcire. Almeno qui ancora respiriamo. L’aria dell’Ilva, ma almeno respiriamo. E gli amici che se ne sono andati al nord, ad agosto qua devono tornare.

Che la Puglia non te la scordi. Te la porti dentro come un macigno e non riesci mai a stare lontano da lei. Ed io si, qui voglio marcire. Perché quei vecchi, quei filari, quel mare sono la mia Vita. Pura semplice e meravigliosa vita.

La canzone comunque è Lettera dalla provincia leccese, La Municipàl e questo gruppo è davvero speciale.

 

 

 

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Le carote di Tiggiano, l’ortaggio della virilità.

Le carote di Tiggiano sono un ortaggio che in questo periodo dell’anno popola i banchetti di tutti i fruttivendoli salentini. Io ne sono stata sempre particolarmente attratta, trovo queste carote davvero invitanti! Oggi le ho comprate per cucinare un piatto che in famiglia adoriamo, le carote con le uova, che mi ha insegnato mia cognata, una bravissima cuoca!

Ho scoperto che questo ortaggio è uno dei più antichi presenti qui nel Salento, e si coltiva ancora solo nelle zone di Tiggiano, Tricase e Specchia e che si deve la sua sopravvivenza al legame con Sant’ippazio protettore della virilità, festeggiato il 19 gennaio con una festa che mischia sacro e profano. Le Pestanache di Sant’Ippazio, così vengono chiamate,  si vendono durante questa festa assieme alle giuggiole e il rito vuole che degli uomini del paese si contendano un grande palo di sette metri che dovrà essere issato in corsa. Il prossimo anno non perderò questa festa!

Insomma, il santo della virilità, i festeggiamenti alquanto originali 🙂 e la particolare forma e dimensione di queste carote…una serie di rimandi davvero simpatici! 🙂 🙂 🙂

Oltretutto questi ortaggi hanno delle straordinarie proprietà organolettiche antiossidanti e anti infiammatorie, ben superiori a quelle delle carote normali e sono gustose e croccantissime!

Chissà che non siano anche afrodisiache a questo punto!  Se lo sono meglio ancora, ma comunque sia, ora che le ho scoperte, io non ne farò più a meno!img_20170222_114210

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Alla scoperta dei delfini, nel mare di Taranto. Una magia inaspettata.

Sono tarantina. Nel senso che sono nata a Taranto, ci sono stata fino ad un certo punto della mia vita, poi ci sono tornata per frequentare il liceo, di fronte al mare…poi sono andata via di nuovo.

Ogni volta che torno a Taranto, la ricerca di quel mare è inevitabile, necessaria. Necessario è affacciasi sul lungomare, guardare infinite volte lo stesso paesaggio, il castello aragonese, il ponte girevole, tutto meravigliosamente incastonato in quel pezzo di blu.

Quel mare questa volta, mi ha regalato una sorpresa meravigliosa. Ho visto realizzarsi proprio qui un mio grande desiderio, in questa città devastata dal rosso Ilva, in cui il mare si è salvato e la natura sta gridando che c’è anche lei e vuole tornare a vivere a Taranto.

Ho visto i delfini in mare aperto.

Siamo salpati dal Molo Sant’Eligio con lo staff della Jonian Dolphin Conservation, l’associazione che si occupa dello studio dei delfini che si sono stanziati nelle acque di Taranto. Un gruppo di biologi marini dall’animo nobile, che ha pensato di sostenere la propria ricerca, accompagnando i turisti alla scoperta di questi meravigliosi cetacei in mare aperto.

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Di meraviglioso oltre all’avvistamento dei delfini, c’è la spiegazione che viene fornita durante tutta l’escursione, che dura dalle 9:30 alle 15:30 del pomeriggio. Questi ragazzi, spiegano con passione il loro lavoro, i loro studi e mettono tutti in condizione di conoscere meglio questo mammifero così speciale. Raccontano la sua evoluzione, la sua presenza nel mar Ionio e permettono l’ascolto del verso dei delfini, con annessa spiegazione dei vari versi, attraverso uno strumento che immergono in acqua e registra i suoni. A bordo quel giorno c’è stato un ascolto molto speciale 🙂

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L’avvistamento ha qualcosa di magico.

Siamo così abituati a vedere animali in cattività, che quando si ha l’occasione di vederli liberi, nel loro habitat, garantisco sia un’emozione incredibile. Io ero realmente commossa. Noi abbiamo avvistato un gruppo di Stenelle striate, la razza di delfini che popola lo Ionio, mentre erano a caccia.

Li abbiamo visti avvicinarsi alla barca con le loro sentinelle, nuotare liberi mentre ci veniva richiesto silenzio e rispetto, perché gli ospiti in quel momento eravamo noi.

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Non c’è da aspettarsi il delfino che si avvicina e si fa accarezzare, non si lancia loro cibo. La bellezza di questa escursione sta nel RISPETTO e nell’ascolto. Ascolto della natura, delle proprie emozioni, delle nozioni scientifiche e delle curiosità che vengono raccontate dai biologi durante tutto il viaggio.

In più a bordo viene offerta frutta, aperitivo, pranzo a base di focacce e mozzarelle buonissime, insomma, una giornata SPECIALE.

Siamo tornati a casa arricchiti, emozionati e più consapevoli. Per la mia bambina è stata un’esperienza importantissima, che lei che ama tanto il mare so che porterà nel cuore per sempre.

Grazie Jonian Dolphin Conservation, Taranto ora è ancora più bella grazie a voi.

“Il mare che ci circonda, il sole che ci dà vita, la luna e le stelle che brillano nel cielo sono vere ricchezze. Sono tesori senza tempo e ci sono stati regalati per ricordarci a ogni istante la magia dell’esistere; sono la testimonianza di un mondo pieno di miracoli, e basta guardarsi intorno per realizzare i sogni.”

Il delfino, Sergio Bambarén.

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Due giorni a Tricase, per staccare la spina.

Tricase è uno di quei paesotti incantevoli che ti ritrovi davanti andando da Castro in giù, verso Leuca, uno di quei posti da vedere assolutamente se ci si trova in Salento.

Abbiamo deciso di trascorrere qui un paio di giorni, per poter visitare il paesino e sopratutto godere del bellissimo mare che caratterizza questo tratto di costa adriatica che io tanto adoro.

Il nostro breve soggiorno è iniziato con un bagno nelle acque di Tricase porto, una piccola spiaggetta, un porticciolo e la passeggiata sugli scogli da cui tuffarsi per un bagno veloce.

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Un posto in cui sembra essersi fermato il tempo.

Lasciando la frazione di Tricase porto, lungo la strada che riporta a Tricase, si rimane rapiti dalla meravigliosa Quercia Vallonea, gigante di oltre 700 anni, un tronco di 4,25 metri ed un’immensa chioma; davvero qualcosa di incredibile!

A Tricase, in serata, ci siamo imbattuti senza saperlo nella Festa di San Vito, il patrono.

La bellissima piazza era adornata delle tipiche luminarie che fanno tanto Sud , la cassa armonica della banda e le immancabili bancarelle. Lo spettacolo che non ci aspettavamo è stato quello dei fuochi d’artificio a cascata e non solo, sull’elegante Castello Gallone, uno splendido palazzo del 1600 perfettamente conservato che rende incredibilmente bella la piazza del paese.

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Non conoscevo la bellezza delle viuzze di questo borgo salentino e ne sono rimasta piacevolmente stupita. Qui le strade si chiamano “le strittule” e anche un tipico locale in cui si può mangiare la tipicissima Puccia con i pezzetti di cavallo, porta questo nome.

Come si può non fermarsi un po qui?!le strittule.jpg

Dopo questa bella serata, il secondo giorno lo abbiamo dedicato interamente al meraviglioso mare di questa zona.

L’intera mattinata l’abbiamo trascorsa in una delle piscine naturali più belle del Salento, quella di Marina Serra, un posto incantevole, che sembra dipinto, in cui i bambini possono sguazzare in quella che tutti chiamano “la piscina”, infilarsi in una grotta, oppure nuotare nel “Mare grande” come lo chiamava una signora del posto, solo spingendosi oltre uno degli archi naturali.

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Appollaiarsi sugli accoglienti scogli e ammirare questo paesaggio, tra un tuffo e l’altro  è senza dubbio un Must del Salento!

Nel pomeriggio poi, abbiamo raggiunto il posto che io più desideravo vedere! Dopo 14 anni nel Salento ancora non ci ero mai stata: la meravigliosa Grotta Verde, a Marina di Andrano, poco oltre la marina di Tricase. Uno spettacolo!

Qui la natura si esprime al suo meglio! Splendidi giochi di colori, rendono questa grotta bellissima! Il mare si riflette sulle pareti e, per un magico gioco di luci, tutto diventa verde! Il consiglio è quello di andarci al mattino o entro il primo pomeriggio, quando il sole è ancora alto per godere della magia dei colori.

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Semplicissimo entrarci, difficile andar via. La mia Matilde non smetteva più di sguazzarci!

Insomma, due giorni a due passi da casa mia, a Lecce, mi hanno permesso di staccare la spina con la mia famiglia, visitare un borgo carinissimo, nuotare in un mare d’incanto, esplorare e non smettere mai di meravigliarmi della terra in cui ho la fortuna di vivere!

Cosa altro voglio di più dalla vita? 🙂

Photo credits Gabriele Dell’Anna.

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Il vento, il miglior amico dei salentini.

Il vento è il miglior amico dei salentini.

D’estate da queste parti, non vi è serata in cui non si parli di lui, di cosa farà l’indomani, da dove pensa di arrivare e quando pensa di andar via. Una persona insomma!!!

In Salento in estate, diventiamo tutti esperti meteorologi! Eh si, perché dal vento in Salento dipende la buona riuscita di una giornata al mare. La fortuna di poter scegliere tra due coste non è certo cosa da poco!

Durante le calde serate estive, che tu stia con i tuoi amici, con tua nonna o con tuo figlio di 3 anni, tendenzialmente ti ritroverai a rivolgergli la fatidica domanda “Ma crai ete scirocco o tramuntana?”. Sarà bellissimo scoprire che anche tuo figlio di 3 anni, se ha in corpo geni salentini, di certo ti saprà rispondere!

La vita qui insomma, soprattutto quando siamo in vacanza, si modella in base a come soffia il vento e a che tipo di giornata al mare si preferisce trascorrere.

Se è Tramontana e hai voglia di trascorrere una giornata come se fossi alle Maldive, tra sabbia chiarissima e mare piatto e cristallino, le splendide coste dello Ionio sapranno accoglierti. Se invece hai voglia di una giornata spettinata, di dedicarti al kiteserf, al sup o al surf e se proprio non ti va di fare sport, quantomeno di lasciare lo spettacolo dei surfisti ai tuoi occhi, allora sarà la costa dell’Adriatico la tua scelta migliore.

La Tramontana dura tre giorni, tendenzialmente la sera “cala” ed è il vento più fresco #sapevatelo!

Generalmente l’estate salentina è caratterizzata da più giorni di Tramontana che di Scirocco. Questo porta un notevole sbilanciamento della Terra verso le coste ioniche di Porto Cesareo, Gallipoli, Pescoluse ecc. data la quantità di gente che vi si riversa.

Ma quando il caldo avvolgente Scirocco che arriva dall’Africa decide di soffiare, si bilancia il tutto e le coste adriatiche diventano paradisiache quanto quelle ioniche. Lì i leccesi fanno festa, perché invece di “sopportare” 25 minuti di macchina per arrivare come minimo a Porto Cesareo, dopo soli 10 minuti possono bagnarsi nello splendido mare di Torre Chianca e Spiaggia Bella e delle altre marine leccesi.

Io da buona tarantina sono innamorata delle coste Ioniche e del bellissimo tramonto che questa costa sa donare. Da che vivo in Salento, ogni mio primo bagno è in una caletta di porto Cesareo.

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Adoro però l’Adriatico quando si riempie di Kiteserfer sfrenati, torno bambina giocando con le onde e amo il vento impazzito che mi spettina i capelli.

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Per non incorrere in errori e non fidarmi solo degli esperti metereologi salentini, mi affido già da un po al mitico aiuto fornito da 365 giorni nel Salento che con la sezione del loro sito e l’app dedicata, permettono a tutti in tempo reale di vedere se il mare è mosso o meno, attraverso delle webcam collocate sulle spiagge delle località più importanti del Salento.

Di grande aiuto anche l’app AdriaticOionio solo per Android che ci informa attraverso le foto degli utenti sulla situazione delle spiagge.

Insomma, se siete nel Salento, non potete più sbagliarvi! C’è un vento adatto ad ognuno di noi!

 

 

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