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La cripta delle Mummie di Oria, dove l’uomo ha sfidato l’eternità.

La cripta delle mummie di Oria, è uno di quei luoghi di Puglia che riscontro essere ancora tra i poco conosciuti.

Eppure nel succorpo della Cattedrale di Oria, si conserva uno degli spettacoli più macabri e incredibili della storia pugliese: 22 nicchie che ospitano 11 confratelli dell’Arcidiocesi della Morte di Oria. Mummificati.

mummie

Lo spettacolo non è per visitatori sensibili, ma vi assicuro che merita di essere visto.

Un esempio simile di mummificazione si trova solo a Palermo, nella celebri Catacombe dei Convento dei Cappuccini, di ben altre dimensioni e con un gran numero di mummie, ma anche la cripta di Oria saprà lasciarvi a bocca aperta.

Il luogo risale al 1484 e nasce come sito di preghiera per coloro non erano riusciti a sopravvivere alla battaglia contro i turchi ad Otranto (1480-1481).

In seguito alla sconfitta dei turchi, rimasero sul territorio alcune bande sfuggite alla cacciata. Alfonso D’Aragona, incaricò quindi un certo Giulio Bonifaci di combattere queste orde turche. Fu così che nel 1484 nacque un gruppo di crociati:  i “Crociati Fede o Morte“. Nell’anno 1598, poi, Monsignor Del Tufo, li pose sotto la protezione di Maria SS. del Carmine e li intitolò “Confraternita della Morte“.

La cripta nasce quindi, per conservare all’interno delle proprie nicchie, i corpi di questi valorosi oritani, che su loro personale richiesta, dinanzi ad una commissione di almeno quaranta confratelli, richiedevano di essere mummificati per testimoniare in eterno il loro valore. Nonostante l’Editto di Saint Cloud di Napoleone (1804) che imponeva che le sepolture venissero poste al di fuori delle mura cittadine, ad Oria si continuò ad esercitare la pratica della mummificazione illegalmente. A testimoniarlo sono le date riferite ai confratelli esposti nella cripta.

Mummia

Ma quale era la procedura di mummificazione? La salma da imbalsamare veniva eviscerata e si proseguiva con l’aspirazione della materia celebrale dalle narici. Poi si  inseriva nel corpo una mistura di sali disidratanti e calce vergine polverosa. La mummia veniva quindi immersa in una piscina in cui vi erano le stesse sostanze messe all’interno del corpo e qui rimaneva per due anni, due anni e mezzo, in base alla costituzione fisica dell’uomo. A questo punto in presenza di almeno due familiari, la salma mummificata veniva estratta, lavata, trattata con degli appositi balsami, rivestita con la tonaca personale e collocata in una delle nicchie della cripta.

Una storia davvero incredibile e a tratti inquietante.

A parte il lato macabro, sono convinta che la Cripta delle Mummie di Oria meriti una sosta, per cui se passate da queste parti, non esitate a fermarvi. La visita non vi porterà via molto tempo, ma vi lascerà quella strana sensazione di aver visto degli uomini che hanno osato sfidare l’eternità…

 

 

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Dauniaupndown, un viaggio nell’anima antica di Puglia.

IMG_20170823_110634.jpgQuando pensi alla Puglia, le immagini che risaltano alla mente immediatamente sono il mare, le masserie e le orecchiette. E se pensiamo alle località della regione più lunga d’Italia, ci verranno di certo in mente il Gargano, la Valle d’Itria,Polignano a mare, il Salento ecc. ecc. Bene. Ora facciamo un’ulteriore sforzo. Se dico Daunia a cosa pensate?

Per chi ha un po’ di cultura storica della nostra regione è semplice, ma chi in Puglia ci arriva solo spinto dal richiamo delle sirene che popolano le nostre coste o non si è mai chiesto cosa può esserci aldilà delle solite seppur bellissime mete pugliesi? Bè in quel caso la parola Daunia non dirà molto.

E questo è un vero peccato! Si perchè la Daunia è quella zona che si trova alla sinistra del Gargano, al confine con Molise e Campania, dove ci sono i monti più alti di Puglia, campi infiniti di grano e girasoli, aria pulita, borghi antichi e gente speciale.

Io ho avuto l’opportunità di visitare questa bellissima terra grazie a Dauniaupndown, un progetto di ricerca-intervento che Pugliapromozione, l’agenzia regionale del Turismo, ha affidato al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, per sperimentare modelli innovativi di promozione territoriale e di formazione degli operatori attraverso il web. Un social tour inspirato dall’esperienza di Salentoupndown, che si inserisce nel progetto di Eccellenza Monti Dauni, finanziato dal MIBACT e affidato dall’Assessorato al Turismo della Regione Puglia.

Ho avuto il piacere di girovagare per la Daunia in lungo e in largo, assieme ad uno splendido gruppo di influencer, gente che su Instagram e non solo, fa grandi numeri e ha portato le immagini della Daunia in giro per il web per cinque giorni, per promuovere le bellezze del territorio.

Le tappe sono state molte, c’è davvero tanto da vedere (qui troverete l’intero tour raccontato in ogni suo dettaglio). Cercherò qui di fare un sunto, in base a ciò che più mi ha colpito.

La Daunia è una terra ricchissima di storia, dove passeggiare nei borghi è un po’ come tornare indietro nel tempo. Dove le dominazioni si sono succedute lasciando tracce evidenti, ben conservate, custodite come tesori preziosi.

Come a Troia, con la magnifica cattedrale, scrigno in cui convivono varie culture: dalla romana, all’araba, all’ebraica, distribuite intorno al rosone e alle spettacolari raffigurazioni che lo compongono. Consiglio di visitare Troia e in genere tutta la zona dei Monti Dauni con una guida turistica esperta. Noi ci siamo affidati a Giuseppe Beccia, perfetto Cicerone, grande conoscitore della sua terra.

Abbiamo qui assaporato il mitico vino Nero di Troia e assaggiato i salumi della ditta Giannelli, premiati migliori salumi di Puglia. Da non perdere!

Non andate via da Troia senza fermarvi alla Pasticceria Casoli, accanto alla Cattedrale. Rischiereste di perdere una chicca inventata qui, la Passionata, un dolcetto con una base di pan di spagna su cui trionfa un cupolotto di tre ricotte coperto da farina di mandorle aromatizzata in vari modi. Una vera eccellenza del luogo.

In Daunia ogni luogo è degno di una sosta, la storia pervade le strade che attraversano il morbido paesaggio giallo oro ed ogni volta c’è qualcosa a rapirti.

Abbiamo fatto sosta a Lo moleno, un mulino stupendo vicino Bovino, dove la famiglia di proprietari produce ancora la farina di grano Cappelli così come si faceva un tempo. Vedere in funzione un mulino mi ha emozionato ed è stato molto interessante capire i procedimenti di produzione del grano.

.lo moleno. Bovino

 

La visita di Bovino poi, uno dei Borgi più belli d’Italia, è stata una vera sorpresa. Una bellezza autentica,  Bovino è calda e accogliente, ha un meraviglioso castello con vista sui monti Dauni e belle strutture ricettive. Qui siamo stati accolti con grande calore dalla guida Michele Grande membro di Sipario Soc. Coop. di Bovino. Se decidete di programmare un soggiorno in questo borgo incantevole affidatevi a loro, sapranno indirizzarvi su tutto.

Sempre a Bovino, per i maschietti d’obbligo la sosta da Scapicchio Barber shop, un posto in cui fanno la barba da cinque generazioni. Qui fare la barba è un vero trattamento di bellezza, come si faceva in America dove il bisnonno dell’odierno barbiere ha imparato la tecnica dei panni caldi tanto cara ad Al Capone, susseguita a fine trattamento da un buon cicchetto di rum. Come non dedicarci un’oretta!

Dauniaupndown ci ha poi portato alla scoperta di Lucera, con il suo grandissimo anfiteatro romano di epoca augustea, la cattedrale nata sull’antica moschea e la Fortezza svevo angiona.  Nelle vicinanze, in campagna si trova una bellissima dimora storica, nonchè azienda agricola molto suggestiva: Villa Uva. Trascorrere qui qualche giorno di vacanza deve avere il suo fascino.

villa uva

Tra i borghi che più mi hanno colpito c’è di certo Celle San Vito, un paese di 80 anime, il più piccolo di Puglia, dove la gente parla il Franco Provenzale, retaggio della dominazione angioina. La popolazione che vive a Celle è una grande famiglia, dove si aiutano a vicenda e passano i pomeriggi a chiacchierare seduti sui gradini delle case o sulle panchine del paese, dove tutto è curato, vivo e ha il profumo della serenità.

IMG_20170823_165859Celle San Vito

Faeto poi con il suo belvedere dove fermarti a pensare, i suoi vicoli e gli scorci sul paesaggio che si apre imponente.

Così come Roseto Varfortore, con le sue salite e discese, porticine e mattoni.

Roseto

Grazie a Dauniaupndown siamo arrivati sino al Lago Pescara e da lì siamo saliti in jeep sul punto più alto di Puglia, il monte Cornacchia, a 1151 mt di altezza. Da qui poi ci siamo divertiti nel bosco di Biccari nel Parco Daunia Avventura, dove affrontare le vertigini tra gli alberi.

Tutto questo non prima di aver visitato Biccari e soprattutto aver assaggiato la deliziosa Pizz a furn apjert, prodotto tipico del luogo, una base di pizza condita con olio, sale, aglio e peperoncino.pizz a fun apjert.jpg

Abbiamo qui degustato anche l’ottimo vino Macchione presso Vicari Food group, una vetrina sulle eccellenze enogastronimiche del territorio, tappa obbligata a Biccari, visto che qui vendono prodotti su cui hanno investito dei giovani locali, credendo fermamente nella potenzialità della loro terra.

Un incontro speciale, vicino Orsara di Puglia, ci è stato riservato  nella visita a Villa Jamele, scuola internazionale di cucina e alle tenute dello chef, Peppe Zullo. Peppe è un uomo che ha riportato nella sua terra d’origine il suo talento, dopo molte peripezie in giro per il mondo. Risaltando i sapori di Puglia come solo un vero cuoco contadino come lui sa fare, ed ha fatto conoscere il nome della Puglia in tutto il mondo.

peppe zullo

 

Assaporando i suoi piatti puoi solo ringraziare per essere nato in una terra dai prodotti così genuini.

Le ultime tappe di Dauniaupndown sono state infine per me le più suggestive. Siamo stati accompagnato nel Borgo fantasma di Accadia, adiacente al nuovo centro urbano, ma abbandonato ormai dagli anni 60, in seguito a diversi sismi che hanno colpito la zona.

Le case vuote, macerie che giacciono addormentate su un panorama incredibile ed accanto, attaccato, il paese, nuovo, vivo, con i bambini che scorrazzano per strada con i loro giovani piedi scalpitanti , con la loro giovinezza che non sa.

accadia

Uno scenario davvero suggestivo, che ha lasciato spazio a grandi riflessioni su questa nostra Italia, su quanto bella e fragile sia. Il sindaco spera un giorno di riuscire a restituirlo alla comunità e di farne un albergo diffuso.

Per finire, la nostra guida ci aveva promesso una grande sorpresa. E così è stato. Siamo andati in visita al Museo di Ascoli Satriano, dove sono conservati i simboli dell’archeologia della Daunia, I Grifoni.

i grifoni

Un’opera che ha 2400 anni, rubata da un tombarolo negli anni 70.

In punto di morte, l’uomo confessò di aver venduto a degli svizzeri  l’opera più bella che mai avesse trovato e fu così che iniziarono le indagini che portarono al ritrovamento. L’opera era stata acquistata dal Getty Museum di Malibù per due milioni di dollari. Nel 2007 i due Grifoni sono stati finalmente riportati a casa e custoditi nel Museo di Ascoli Satriano.

Vederla dal vivo è emozionante, ne osservi la bellezza, l’incredibile precisione per un’opera del IV sec. a.C. e ne resti estasiato.

Dauniaupndown è stato un viaggio entusiasmante. Ho ritrovato calma e silenzio, vita vera e genuina, gente accogliente, sorrisi e bambini per strada.

Arrivando in Puglia o lasciandola per tornare a casa bisognerebbe fare una sosta in questi luoghi, per staccare dal caos, entrare in contatto con la natura, fermarsi un momento. Ed anche i Pugliesi dovrebbero spingersi in queste terre, che meritano di essere visitate alla pari di altri luoghi più famosi, perché semplici, autentici, vera anima di Puglia.

Un ringraziamento speciale va a Pugliapromozione, all’Universià di Foggia, ad Archeologica che ha ideato l’itinerario, allo staff di Salentoupndown amici e colleghi del mio cuore, ai miei mitici compagni di viaggio che da account di Instagram si sono materializzati in persone vere, che ho avuto la fortuna e il piacere immenso di conoscere.

Seguite l’#dauniaupndown su tutti i social, per ulteriori immagini e contenuti!

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In bus da Lecce al paese, nel sud dove è sempre tutto uguale.

Specchia

Specchia, LE

Stamattina sono tornata in bus da Lecce al paese. L’ho fatto poche volte dopo l’università.

Ma perché ho finito l’università? Si, veramente, da almeno dieci anni.

“…La mia città mi mette l’ansia con quell’aria da teatrino surreale, la ricchezza ostentata dalle cerchie, gli americani che ci rubano le case. La mia città un po’ mi spaventa con quell’aria da nostalgica fascista, il sorriso affascinante di una decaduta nobile arrivista…” Questa canzone mi è entrata nel cervello.

In realtà potrebbe non essere passato un giorno dall’università e dai viaggi in bus.

Tanto al sud tutto è sempre uguale.

I filari di ulivi, i filari di viti, il paese, i vecchi in bicicletta la mattina presto, le signore in nero che leggono i manifesti dei morti, i filari di ulivi, i filari di viti, le masserie, i contadini, il trattore, il bus che deve rallentare, il paese, i bambini per strada, il fruttivendolo, le Ferrovia a 2.50 le albicocche a 1, i maschi al bar, la piazza, i binari della Sud Est, la distesa di grano, il nulla, la pagghiara, i fichi, il paese…

“…La mia città mi mette l’ansia, quando arrivano le feste di natale, i compagni del liceo, il capodanno i parenti e la tua ex da rivedere, gli amici veri che vanno a lavorare al nord, gli amici veri che vanno a lavorare al nord e tu hai deciso di restare a marcire tra la Colacem e il mare…”

Sarà, ho deciso di marcire qui. E sia, direbbero i leccesi. Let it be…Che da qualche parte dobbiamo marcire. Almeno qui ancora respiriamo. L’aria dell’Ilva, ma almeno respiriamo. E gli amici che se ne sono andati al nord, ad agosto qua devono tornare.

Che la Puglia non te la scordi. Te la porti dentro come un macigno e non riesci mai a stare lontano da lei. Ed io si, qui voglio marcire. Perché quei vecchi, quei filari, quel mare sono la mia Vita. Pura semplice e meravigliosa vita.

La canzone comunque è Lettera dalla provincia leccese, La Municipàl e questo gruppo è davvero speciale.

 

 

 

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La magica acqua di San Giovanni, come prepararla.

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La notte di San Giovanni, quella tra il 23 e 24 giugno, sta per arrivare.

È la notte più magica dell’anno,  propiziatoria per eccellenza, celebrata sin dall’antichità come “La notte delle streghe”, in cui il culto cristiano di San Giovanni si è legato agli antichi riti pagani che celebravano la particolare posizione degli astri in questo momento dell’anno.
La notte di San Giovanni segue infatti il solstizio d’estate, momento in cui il sole è al suo apice e dona energia vitale a tutte le creature, in particolare alle piante.

È in questa notte speciale che la rugiada si carica delle energie della luna, motivo per cui anticamente camminare scalzi o rotolare sull’erba all’alba del mattino di San Giovanni, era un rituale di buon auspicio che allontanava “maluguri” e malattie.

Ma questa è anche la notte in cui si prepara l’Acqua di San Giovanni, un vero trionfo di profumi della natura.

Per prepararla, bisogna recarsi nei giorni che vanno dal 21 al 24 di giugno nei campi, raccogliere i fiori e le erbe spontanee che vi si trovano e portarle a casa.

Per una perfetta acqua di San Giovanni, sarebbe bene raccogliere:

  • l’iperico dai fiori gialli, il fiore di San Giovanni, lo scacciadiavoli che proteggere dalle sventure
  • il rosmarino, che allontana la negatività;
  • la menta per allungare la vita
  • l’aglio, potente contro i sortilegi, propizia l’arrivo di denaro “chi non compra/prende aglio a San Giovanni, è povero tutto l’anno”
  • il finocchio selvatico, potente amuleto utile ad affinare l’occhio negli inganni
  • la lavanda, protegge la famiglia e propizia l’amore
  • l’artemisia, contro il malocchio
  • la verbena, che ha potere guaritore e proprizia il matrimoni;
  • la mandragora, molto cara alle streghe per preparare narcotici e filtri d’amore;
  • salvia, per la protezione

Chiaramente sarà sufficiente raccogliere una buona quantità di tutte le tipologie di erbe che possiamo facilmente trovare nel nostro territorio, imprescindibili però fiori ed erbe aromatiche.

La sera del 23 poi, si dovrà immergere questi fiori in una bacinella d’acqua e lasciarla esposta tutta la notte ai raggi della luna e ai poteri benefici della rugiada.

Il mattino seguente la potremo utilizzare per lavare viso e corpo.

Questa acqua profumatissima ci rilascerà tutte le energie benefiche delle erbe e della magica rugiada della notte di San Giovanni
Che ci crediate o meno, che aspettate a raccogliere i vostri fiori? Regalarsi un tocco di bellezza e un pizzico di magia non potrà che fare bene a corpo e mente.
E se bastassero davvero i fiori e una notte magica ad allontanare le cattiverie e cose brutte? provare per credere no?!

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giugno 14, 2017 · 6:35 pm

Cortili aperti 2017, il volto nascosto di Lecce.

DCF 1.0

DCF 1.0

I cortili di Lecce, scrigni di inestimabile bellezza, come ogni anno verranno aperti al pubblico il 21 maggio.

Tutte le volte che ho avuto occasione di entrare in questi splendidi angoli privati della città, sono stata sopraffatta da varie emozioni e sensazioni.

Quando passeggi per Lecce, l’unica cosa che ti porta a percepire la presenza di questi giardini, sono i grandi portoni che costeggiano le vie del centro storico. Non di rado si può notare qualche passante intento a spiarci dentro, attratto da qualche spiraglio che lascia intravedere il cortile o il giardino.

Mi è sempre piaciuto provare a immaginare le vite che si potevano condurre un tempo in questi incantevoli palazzi…l’alta borghesia di Lecce, i nobili e ricchi proprietari terrieri, un po fannulloni e dediti a un sano e aristocratico ozio, occupati a far fruttare i loro pezzi di terra e ad organizzare feste e ricevimenti.

Lecce è rimasta un po così, come raccontano i suoi cortili; nobile, riservata e decisamente altolocata, pronta a esaltare i suoi sfarzi barocchi ed anche un po incastrata negli sfarzi di quell’antico ceto sociale.

Certo per sognare ad occhi aperti, provare un po di sana invidia e regalarci qualche ora di intensa bellezza, non si può perdere l’occasione di partecipare a Cortili aperti.  Datevi del tempo e siate curiosi, andate oltre le vie principali e addentratevi nel borgo accompagnati dalla mappa.

Lecce saprà accogliervi come una Signora, in tutto il suo antico e sempre speciale splendore.

Qui mappa e programma .

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Ponte del 25 aprile, qualche idea su come trascorrerlo restando in Puglia.

Il ponte del 25 aprile è ormai iniziato. In tanti però non sapranno ancora cosa fare (tra cui io), così questa mattina mi sono messa a spulciare in rete per scovare qualcosa di interessante ed ho trovato diversi spunti!

A parte le classiche visite ai bellissimi centri storici che la nostra incantevole Puglia  ci offre gratuitamente, ci sono un bel po di iniziative adatte a famiglie e non, organizzate da varie associazioni, che permettono di trascorrere piacevoli giornate con pochi euro. Qui di seguito ve ne segnalo qualcuna, scelta in base al mio personale gradimento.

Per chi ha bambini, questo ponte potrebbe essere una buona occasione per visitare la Mostra dei dinosauri “Word of dinosaurs“organizzata da Parcoscenico presso la Masseria Triticum di Francavilla Fontana. Gli organizzatori hanno prolungato l’apertura della mostra dei dinosauri a dimensione naturale sino al 14 maggio nei giorni 22 – 23 – 24 e 25 aprile, il 29 e 30 e in occasione dell’1 maggio per poi continuare il 6 – 7 – 13 – 14. Mi sembra una bella occasione per una gitarella fuori porta adatta ad adulti e bambini!

Il 23 aprile nel Parco delle Dune costiere, tra Ostuni e Fasano, un parco che io trovo bellissimo, si terrà  Melodia di primavera organizzato da Albergabici Centro Visite del Parco Dune Costiere. Una bella passeggiata tra i profumi della primavera, grotta scavate nel Medioevo e una sosta nella Masseria Fontenuova, un’azienda di produzione di latte e prodotti caseari stagionati e freschi in cui si allevano bovini e ovini autoctoni. Intorno alla lama si estendono distese di campi di grano oltre le quali si vede il mare, in un paesaggio incredibile diviso da una lunga strada bianca, scelta anche da alcuni set cinematografici. Dopo la passeggiata, nell’oliveto monumentale della masseria, si terrà un concerto di musica classica dedicato alla Primavera. Una giornata rilassante in armonia con la natura, costo 15 euro per gli adulti.

Un altro appuntamento interessante sarà domenica 23 aprile, nella mia amata Taranto, la ProLoco organizza una passeggiata fotografica nel borgo antico a soli 5 euro, una visita guidata, con un occhio particolare agli scorci più belli da fotografare. Resterete stupiti per la bellezza di questo centro storico. Per chi non avesse ancora visto Taranto, è il momento di farlo, ma ci si prenota entro oggi!

E passiamo al 25 aprile, che pullula di iniziative! Io ne ho scelte 3 da indicarvi, secondo ciò che a me piace fare per scoprire la mia bella regione e vi consiglio caldamente questi appuntamenti:

  • 25 Aprile nella Valle dell’Incanto a Fasano; una scampagnata ed una visita guidata nel più grande parco rupestre di Puglia:  Lama D’antico.  Un trekking di due ore e mezza adatto a tutti, anche ai più piccini, organizzato da Pugliavventura , un’associazione che offre escursioni bellissime. La passeggiata si terrà in questo piccolo canyon di Fasano, in cui sarà possibile godere della natura del Parco e conoscere gli insediamenti e le chiese rupestri della zona. Ci si fermerà a termine del trekking per un picnic tra gli ulivi secolari. Il costo è di soli 12 euro per gli adulti, e trovo che sia un’escursione davvero affascinante!
  • 25 aprile al Museo di storia naturale del Salento a Calimera, Lecce.  Una giornata all’insegna della natura per una Scampagnata in Museo, una giornata biodiversa. Una entusiasmante occasione soprattutto per i bambini, per assistere a 2 reintroduzioni in natura di fauna selvatica, osservare il Sole con gli Astrofili salentini, visitare il Museo, il Parco Faunistico e il Vivarium e partecipare alle attività ludiche per bambini e ragazzi. Ci sarà inoltre libera fruizione degli spazi aperti per pic-nic. Il tutto a 10 euro per gli adulti. Molto, molto carino.
  • Restando nel Salento, spingendoci più a sud, nel meraviglioso Parco dei paduli a San Cassiano, dove i ragazzi di Abitare i paduli, che hanno realizzato gli incredibili “nidi” in cui poter entrare, organizzano la terza edizione della manifestazione Paduli, terra di ulivi e libertà. La giornata inizierà alle 09:45 nell’uliveto pubblico di San Cassiano per poi iniziare una bella passeggiata, verso i locali dell’Oleificio Santa Cristina, proseguendo con una festa campestre, tra degustazioni, escursioni e musica fino a tarda sera. Di certo uno degli appuntamenti più interessanti e adatto a tutti, giovani, famiglie e allegre comitive! Ah, Ingresso gratuito!

Questi i miei spunti per il ponte del 25 aprile. La Puglia è tutta bella e tante cose si possono fare. Se attraverso questo articolo sceglierete una di queste, sarò felice di avervi aiutato a trascorrere una giornata di certo piacevole!

Buon 25 aprile a tutti!!!

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Il litorale tarantino,un sogno ad occhi aperti!

Il litorale tarantino? Leporano, Pulsano, Lizzano…vi dicono niente?

Bè se è così non posso che dispiacermi per voi, perché in pratica non avete mai sentito parlare di uno dei tratti di costa più belli di Puglia! E a parlare non è il mio cuore tarantino, ma una nuova me, che quest’anno ha voluto guardare questi posti con nuovi occhi, ritornando nella mia meravigliosa villa a Leporano dove non soggiornavo da quando ero bambina, e permettendomi di vivere questa costa con la consapevolezza dei miei 33 anni, e non più con gli occhi spesso offuscati dalla giovinezza e dalla birra Raffo dei miei 20 anni 🙂 🙂 🙂

Il mio racconto non può non iniziare da Leporano, sede di tutti i miei giochi estivi, nella grande villa al mare. Ci sono ritornata dopo tanto con la mia famigliola fresca di matrimonio ed un gruppo di amici e mai giorni furono più spensierati. Un viaggio di nozze dietro casa in pratica, per di più condiviso, ma assolutamente speciale! Io e il mio maritino nuovo di zecca ci siamo divertiti a far credere a tutti su Facebook e Instagram che fossimo alle Bahamas e incredibilmente in molti ci hanno creduto!!!

Le foto traevano perfettamente in inganno! Eccone un esempio 🙂

 

villa Leporano

Il primo mare ad averci accolto è quello di Porto Pirrone, una località in cui vi è anche un camping accanto alla spiaggetta in cui abbiamo sostato per un’oretta prima di pranzo. Un mare celeste ti stupisce dopo aver fatto un po di scale circondata da murales.

porto pirrone

Porto Pirrone

Un blu così lo sognavo da tutta l’estate, essendomi bagnata sino ad allora solo nell’Adriatico ed essendo legata allo Ionio in maniera speciale!

L’altra caletta che avevo dimenticato col tempo è la bellissima Baia d’argento! Un nome che è tutto un programma, un luogo riservato e accogliente, frequentato prettamente da chi ha la villa in questa zona di Leporano.

Baia d'argento 1

Baia d’argento

Così accogliente, che abbiamo scoperto che la signora Mimma, storica residente del posto, porta ogni mattina in un thermos, il caffè freddo schekerato con panna per tutta la spiaggetta, per i vicini in sostanza, ma se sei “forestiero” ti viene offerto comunque ed è squisito! Tipico esempio di ospitalità tarantina! Adoro!

Nonostante fosse ferragosto, non siamo stati mai nella bolgia infernale della gente che di solito popola le spiagge. Scegliendo gli scogli, o meglio le spiaggette di ciottoli abbiamo evitato la calca e ci siamo goduti il mare.

Tra le spiaggette che abbiamo toccato c’è la mitica (mitica per i tarantini, almeno quelli della mia età ora non so se è ancora così), Baia del pescatore.

Penso di aver toccato questa spiaggia di giorno solo quest’anno. Durante i miei 20 anni l’ho solo frequentata di notte, tra amici, musica, chiar di luna e coktail. Devo dire che la sua bellezza resta invariata di giorno e la sorpresa è stata estremamente piacevole.

Baia del pescatore

Baia del pescatore

Ma andiamo avanti. Nel post ferragosto ci siamo spinti verso Pulsano, sempre facendo base a Leporano, distano pochi km.

Anche qui, ho voluto fare l’adulta, ho voluto esplorare. La Me Ventenne mi avrebbe spinto verso la Baia Serrone e sul suo bellissimo terrazzino vista mare. Invece no. Abbiamo scelto una caletta che si vedeva dalla litoranea guardando in giù.

Un PA-RA-DI-SO!

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La caletta al di sotto del Ristorante Girasole, non saprei indicarla meglio.

Più che una sorpresa, una sosta di vero relax!

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Per finire la vacanza tarantina, non potevo non spingermi verso la mia spiaggia del cuore, lo Striscione a Lizzano, la marina successiva a quella di Pulsano.

Spiagge kilometriche, sabbia fine, mare celeste, qualche problema a parcheggiare che rimane invariato negli anni (ma è per preservare la macchia mediterranea) et voilà, un tramonto da sogno!

lizzano striscione

Lizzano, Striscione

Il bello di questo lato della Puglia è che ci resti sino al calar del sole, lo vedi inabissarsi nell’acqua e ti godi ogni sfumatura mentre ti si asciuga il costume o fai l’ultimo romanticissimo bagno.

Tutta la vacanza è stata caratterizzata dalle prime “battute” di pesca della mia bambina sugli scogli di Leporano assieme al papà prima e poi a Campomarino in compagnia dell’insostituibile compagno di pesca di papà, Fabio.

Campo marino

Campomarino

Una cosa che desiderava da tempo provare e che ha portato a pochi frutti, una occhiatina e una bavosa, ma a tanta emozione 🙂

Così la nostra vacanza sul litorale tarantino è giunta al termine.

Posti bellissimi, che avevo dimenticato e come molti tarantini sottovalutato. Taranto è un po stata destinata ad uno strano oblio, sepolta da molti pregiudizi e purtroppo da un mostro che l’ha fatta ripudiare come figlia della bella Puglia. Ma qui la bellezza della nostra regione si manifesta come non mai, nella gente, nei luoghi, nell’incantevole mare.

Una costa tutta da vivere, spiagge e scogli tutti da esplorare.

Non mancheranno altri bagni nel mio mare, perché è mio nel cuore, nell’anima e in tutto quello che sono, e che solo quando torno lì mi rendo conto di tante cose che fanno parte di me in maniera indelebile.

 

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