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Dauniaupndown, un viaggio nell’anima antica di Puglia.

IMG_20170823_110634.jpgQuando pensi alla Puglia, le immagini che risaltano alla mente immediatamente sono il mare, le masserie e le orecchiette. E se pensiamo alle località della regione più lunga d’Italia, ci verranno di certo in mente il Gargano, la Valle d’Itria,Polignano a mare, il Salento ecc. ecc. Bene. Ora facciamo un’ulteriore sforzo. Se dico Daunia a cosa pensate?

Per chi ha un po’ di cultura storica della nostra regione è semplice, ma chi in Puglia ci arriva solo spinto dal richiamo delle sirene che popolano le nostre coste o non si è mai chiesto cosa può esserci aldilà delle solite seppur bellissime mete pugliesi? Bè in quel caso la parola Daunia non dirà molto.

E questo è un vero peccato! Si perchè la Daunia è quella zona che si trova alla sinistra del Gargano, al confine con Molise e Campania, dove ci sono i monti più alti di Puglia, campi infiniti di grano e girasoli, aria pulita, borghi antichi e gente speciale.

Io ho avuto l’opportunità di visitare questa bellissima terra grazie a Dauniaupndown, un progetto di ricerca-intervento che Pugliapromozione, l’agenzia regionale del Turismo, ha affidato al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, per sperimentare modelli innovativi di promozione territoriale e di formazione degli operatori attraverso il web. Un social tour inspirato dall’esperienza di Salentoupndown, che si inserisce nel progetto di Eccellenza Monti Dauni, finanziato dal MIBACT e affidato dall’Assessorato al Turismo della Regione Puglia.

Ho avuto il piacere di girovagare per la Daunia in lungo e in largo, assieme ad uno splendido gruppo di influencer, gente che su Instagram e non solo, fa grandi numeri e ha portato le immagini della Daunia in giro per il web per cinque giorni, per promuovere le bellezze del territorio.

Le tappe sono state molte, c’è davvero tanto da vedere (qui troverete l’intero tour raccontato in ogni suo dettaglio). Cercherò qui di fare un sunto, in base a ciò che più mi ha colpito.

La Daunia è una terra ricchissima di storia, dove passeggiare nei borghi è un po’ come tornare indietro nel tempo. Dove le dominazioni si sono succedute lasciando tracce evidenti, ben conservate, custodite come tesori preziosi.

Come a Troia, con la magnifica cattedrale, scrigno in cui convivono varie culture: dalla romana, all’araba, all’ebraica, distribuite intorno al rosone e alle spettacolari raffigurazioni che lo compongono. Consiglio di visitare Troia e in genere tutta la zona dei Monti Dauni con una guida turistica esperta. Noi ci siamo affidati a Giuseppe Beccia, perfetto Cicerone, grande conoscitore della sua terra.

Abbiamo qui assaporato il mitico vino Nero di Troia e assaggiato i salumi della ditta Giannelli, premiati migliori salumi di Puglia. Da non perdere!

Non andate via da Troia senza fermarvi alla Pasticceria Casoli, accanto alla Cattedrale. Rischiereste di perdere una chicca inventata qui, la Passionata, un dolcetto con una base di pan di spagna su cui trionfa un cupolotto di tre ricotte coperto da farina di mandorle aromatizzata in vari modi. Una vera eccellenza del luogo.

In Daunia ogni luogo è degno di una sosta, la storia pervade le strade che attraversano il morbido paesaggio giallo oro ed ogni volta c’è qualcosa a rapirti.

Abbiamo fatto sosta a Lo moleno, un mulino stupendo vicino Bovino, dove la famiglia di proprietari produce ancora la farina di grano Cappelli così come si faceva un tempo. Vedere in funzione un mulino mi ha emozionato ed è stato molto interessante capire i procedimenti di produzione del grano.

.lo moleno. Bovino

 

La visita di Bovino poi, uno dei Borgi più belli d’Italia, è stata una vera sorpresa. Una bellezza autentica,  Bovino è calda e accogliente, ha un meraviglioso castello con vista sui monti Dauni e belle strutture ricettive. Qui siamo stati accolti con grande calore dalla guida Michele Grande membro di Sipario Soc. Coop. di Bovino. Se decidete di programmare un soggiorno in questo borgo incantevole affidatevi a loro, sapranno indirizzarvi su tutto.

Sempre a Bovino, per i maschietti d’obbligo la sosta da Scapicchio Barber shop, un posto in cui fanno la barba da cinque generazioni. Qui fare la barba è un vero trattamento di bellezza, come si faceva in America dove il bisnonno dell’odierno barbiere ha imparato la tecnica dei panni caldi tanto cara ad Al Capone, susseguita a fine trattamento da un buon cicchetto di rum. Come non dedicarci un’oretta!

Dauniaupndown ci ha poi portato alla scoperta di Lucera, con il suo grandissimo anfiteatro romano di epoca augustea, la cattedrale nata sull’antica moschea e la Fortezza svevo angiona.  Nelle vicinanze, in campagna si trova una bellissima dimora storica, nonchè azienda agricola molto suggestiva: Villa Uva. Trascorrere qui qualche giorno di vacanza deve avere il suo fascino.

villa uva

Tra i borghi che più mi hanno colpito c’è di certo Celle San Vito, un paese di 80 anime, il più piccolo di Puglia, dove la gente parla il Franco Provenzale, retaggio della dominazione angioina. La popolazione che vive a Celle è una grande famiglia, dove si aiutano a vicenda e passano i pomeriggi a chiacchierare seduti sui gradini delle case o sulle panchine del paese, dove tutto è curato, vivo e ha il profumo della serenità.

IMG_20170823_165859Celle San Vito

Faeto poi con il suo belvedere dove fermarti a pensare, i suoi vicoli e gli scorci sul paesaggio che si apre imponente.

Così come Roseto Varfortore, con le sue salite e discese, porticine e mattoni.

Roseto

Grazie a Dauniaupndown siamo arrivati sino al Lago Pescara e da lì siamo saliti in jeep sul punto più alto di Puglia, il monte Cornacchia, a 1151 mt di altezza. Da qui poi ci siamo divertiti nel bosco di Biccari nel Parco Daunia Avventura, dove affrontare le vertigini tra gli alberi.

Tutto questo non prima di aver visitato Biccari e soprattutto aver assaggiato la deliziosa Pizz a furn apjert, prodotto tipico del luogo, una base di pizza condita con olio, sale, aglio e peperoncino.pizz a fun apjert.jpg

Abbiamo qui degustato anche l’ottimo vino Macchione presso Vicari Food group, una vetrina sulle eccellenze enogastronimiche del territorio, tappa obbligata a Biccari, visto che qui vendono prodotti su cui hanno investito dei giovani locali, credendo fermamente nella potenzialità della loro terra.

Un incontro speciale, vicino Orsara di Puglia, ci è stato riservato  nella visita a Villa Jamele, scuola internazionale di cucina e alle tenute dello chef, Peppe Zullo. Peppe è un uomo che ha riportato nella sua terra d’origine il suo talento, dopo molte peripezie in giro per il mondo. Risaltando i sapori di Puglia come solo un vero cuoco contadino come lui sa fare, ed ha fatto conoscere il nome della Puglia in tutto il mondo.

peppe zullo

 

Assaporando i suoi piatti puoi solo ringraziare per essere nato in una terra dai prodotti così genuini.

Le ultime tappe di Dauniaupndown sono state infine per me le più suggestive. Siamo stati accompagnato nel Borgo fantasma di Accadia, adiacente al nuovo centro urbano, ma abbandonato ormai dagli anni 60, in seguito a diversi sismi che hanno colpito la zona.

Le case vuote, macerie che giacciono addormentate su un panorama incredibile ed accanto, attaccato, il paese, nuovo, vivo, con i bambini che scorrazzano per strada con i loro giovani piedi scalpitanti , con la loro giovinezza che non sa.

accadia

Uno scenario davvero suggestivo, che ha lasciato spazio a grandi riflessioni su questa nostra Italia, su quanto bella e fragile sia. Il sindaco spera un giorno di riuscire a restituirlo alla comunità e di farne un albergo diffuso.

Per finire, la nostra guida ci aveva promesso una grande sorpresa. E così è stato. Siamo andati in visita al Museo di Ascoli Satriano, dove sono conservati i simboli dell’archeologia della Daunia, I Grifoni.

i grifoni

Un’opera che ha 2400 anni, rubata da un tombarolo negli anni 70.

In punto di morte, l’uomo confessò di aver venduto a degli svizzeri  l’opera più bella che mai avesse trovato e fu così che iniziarono le indagini che portarono al ritrovamento. L’opera era stata acquistata dal Getty Museum di Malibù per due milioni di dollari. Nel 2007 i due Grifoni sono stati finalmente riportati a casa e custoditi nel Museo di Ascoli Satriano.

Vederla dal vivo è emozionante, ne osservi la bellezza, l’incredibile precisione per un’opera del IV sec. a.C. e ne resti estasiato.

Dauniaupndown è stato un viaggio entusiasmante. Ho ritrovato calma e silenzio, vita vera e genuina, gente accogliente, sorrisi e bambini per strada.

Arrivando in Puglia o lasciandola per tornare a casa bisognerebbe fare una sosta in questi luoghi, per staccare dal caos, entrare in contatto con la natura, fermarsi un momento. Ed anche i Pugliesi dovrebbero spingersi in queste terre, che meritano di essere visitate alla pari di altri luoghi più famosi, perché semplici, autentici, vera anima di Puglia.

Un ringraziamento speciale va a Pugliapromozione, all’Universià di Foggia, ad Archeologica che ha ideato l’itinerario, allo staff di Salentoupndown amici e colleghi del mio cuore, ai miei mitici compagni di viaggio che da account di Instagram si sono materializzati in persone vere, che ho avuto la fortuna e il piacere immenso di conoscere.

Seguite l’#dauniaupndown su tutti i social, per ulteriori immagini e contenuti!

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In bus da Lecce al paese, nel sud dove è sempre tutto uguale.

Specchia

Specchia, LE

Stamattina sono tornata in bus da Lecce al paese. L’ho fatto poche volte dopo l’università.

Ma perché ho finito l’università? Si, veramente, da almeno dieci anni.

“…La mia città mi mette l’ansia con quell’aria da teatrino surreale, la ricchezza ostentata dalle cerchie, gli americani che ci rubano le case. La mia città un po’ mi spaventa con quell’aria da nostalgica fascista, il sorriso affascinante di una decaduta nobile arrivista…” Questa canzone mi è entrata nel cervello.

In realtà potrebbe non essere passato un giorno dall’università e dai viaggi in bus.

Tanto al sud tutto è sempre uguale.

I filari di ulivi, i filari di viti, il paese, i vecchi in bicicletta la mattina presto, le signore in nero che leggono i manifesti dei morti, i filari di ulivi, i filari di viti, le masserie, i contadini, il trattore, il bus che deve rallentare, il paese, i bambini per strada, il fruttivendolo, le Ferrovia a 2.50 le albicocche a 1, i maschi al bar, la piazza, i binari della Sud Est, la distesa di grano, il nulla, la pagghiara, i fichi, il paese…

“…La mia città mi mette l’ansia, quando arrivano le feste di natale, i compagni del liceo, il capodanno i parenti e la tua ex da rivedere, gli amici veri che vanno a lavorare al nord, gli amici veri che vanno a lavorare al nord e tu hai deciso di restare a marcire tra la Colacem e il mare…”

Sarà, ho deciso di marcire qui. E sia, direbbero i leccesi. Let it be…Che da qualche parte dobbiamo marcire. Almeno qui ancora respiriamo. L’aria dell’Ilva, ma almeno respiriamo. E gli amici che se ne sono andati al nord, ad agosto qua devono tornare.

Che la Puglia non te la scordi. Te la porti dentro come un macigno e non riesci mai a stare lontano da lei. Ed io si, qui voglio marcire. Perché quei vecchi, quei filari, quel mare sono la mia Vita. Pura semplice e meravigliosa vita.

La canzone comunque è Lettera dalla provincia leccese, La Municipàl e questo gruppo è davvero speciale.

 

 

 

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La magica acqua di San Giovanni, come prepararla.

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La notte di San Giovanni, quella tra il 23 e 24 giugno, sta per arrivare.

È la notte più magica dell’anno,  propiziatoria per eccellenza, celebrata sin dall’antichità come “La notte delle streghe”, in cui il culto cristiano di San Giovanni si è legato agli antichi riti pagani che celebravano la particolare posizione degli astri in questo momento dell’anno.
La notte di San Giovanni segue infatti il solstizio d’estate, momento in cui il sole è al suo apice e dona energia vitale a tutte le creature, in particolare alle piante.

È in questa notte speciale che la rugiada si carica delle energie della luna, motivo per cui anticamente camminare scalzi o rotolare sull’erba all’alba del mattino di San Giovanni, era un rituale di buon auspicio che allontanava “maluguri” e malattie.

Ma questa è anche la notte in cui si prepara l’Acqua di San Giovanni, un vero trionfo di profumi della natura.

Per prepararla, bisogna recarsi nei giorni che vanno dal 21 al 24 di giugno nei campi, raccogliere i fiori e le erbe spontanee che vi si trovano e portarle a casa.

Per una perfetta acqua di San Giovanni, sarebbe bene raccogliere:

  • l’iperico dai fiori gialli, il fiore di San Giovanni, lo scacciadiavoli che proteggere dalle sventure
  • il rosmarino, che allontana la negatività;
  • la menta per allungare la vita
  • l’aglio, potente contro i sortilegi, propizia l’arrivo di denaro “chi non compra/prende aglio a San Giovanni, è povero tutto l’anno”
  • il finocchio selvatico, potente amuleto utile ad affinare l’occhio negli inganni
  • la lavanda, protegge la famiglia e propizia l’amore
  • l’artemisia, contro il malocchio
  • la verbena, che ha potere guaritore e proprizia il matrimoni;
  • la mandragora, molto cara alle streghe per preparare narcotici e filtri d’amore;
  • salvia, per la protezione

Chiaramente sarà sufficiente raccogliere una buona quantità di tutte le tipologie di erbe che possiamo facilmente trovare nel nostro territorio, imprescindibili però fiori ed erbe aromatiche.

La sera del 23 poi, si dovrà immergere questi fiori in una bacinella d’acqua e lasciarla esposta tutta la notte ai raggi della luna e ai poteri benefici della rugiada.

Il mattino seguente la potremo utilizzare per lavare viso e corpo.

Questa acqua profumatissima ci rilascerà tutte le energie benefiche delle erbe e della magica rugiada della notte di San Giovanni
Che ci crediate o meno, che aspettate a raccogliere i vostri fiori? Regalarsi un tocco di bellezza e un pizzico di magia non potrà che fare bene a corpo e mente.
E se bastassero davvero i fiori e una notte magica ad allontanare le cattiverie e cose brutte? provare per credere no?!

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giugno 14, 2017 · 6:35 pm