Archivi del mese: giugno 2017

In bus da Lecce al paese, nel sud dove è sempre tutto uguale.

Specchia

Specchia, LE

Stamattina sono tornata in bus da Lecce al paese. L’ho fatto poche volte dopo l’università.

Ma perché ho finito l’università? Si, veramente, da almeno dieci anni.

“…La mia città mi mette l’ansia con quell’aria da teatrino surreale, la ricchezza ostentata dalle cerchie, gli americani che ci rubano le case. La mia città un po’ mi spaventa con quell’aria da nostalgica fascista, il sorriso affascinante di una decaduta nobile arrivista…” Questa canzone mi è entrata nel cervello.

In realtà potrebbe non essere passato un giorno dall’università e dai viaggi in bus.

Tanto al sud tutto è sempre uguale.

I filari di ulivi, i filari di viti, il paese, i vecchi in bicicletta la mattina presto, le signore in nero che leggono i manifesti dei morti, i filari di ulivi, i filari di viti, le masserie, i contadini, il trattore, il bus che deve rallentare, il paese, i bambini per strada, il fruttivendolo, le Ferrovia a 2.50 le albicocche a 1, i maschi al bar, la piazza, i binari della Sud Est, la distesa di grano, il nulla, la pagghiara, i fichi, il paese…

“…La mia città mi mette l’ansia, quando arrivano le feste di natale, i compagni del liceo, il capodanno i parenti e la tua ex da rivedere, gli amici veri che vanno a lavorare al nord, gli amici veri che vanno a lavorare al nord e tu hai deciso di restare a marcire tra la Colacem e il mare…”

Sarà, ho deciso di marcire qui. E sia, direbbero i leccesi. Let it be…Che da qualche parte dobbiamo marcire. Almeno qui ancora respiriamo. L’aria dell’Ilva, ma almeno respiriamo. E gli amici che se ne sono andati al nord, ad agosto qua devono tornare.

Che la Puglia non te la scordi. Te la porti dentro come un macigno e non riesci mai a stare lontano da lei. Ed io si, qui voglio marcire. Perché quei vecchi, quei filari, quel mare sono la mia Vita. Pura semplice e meravigliosa vita.

La canzone comunque è Lettera dalla provincia leccese, La Municipàl e questo gruppo è davvero speciale.

 

 

 

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La magica acqua di San Giovanni, come prepararla.

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La notte di San Giovanni, quella tra il 23 e 24 giugno, sta per arrivare.

È la notte più magica dell’anno,  propiziatoria per eccellenza, celebrata sin dall’antichità come “La notte delle streghe”, in cui il culto cristiano di San Giovanni si è legato agli antichi riti pagani che celebravano la particolare posizione degli astri in questo momento dell’anno.
La notte di San Giovanni segue infatti il solstizio d’estate, momento in cui il sole è al suo apice e dona energia vitale a tutte le creature, in particolare alle piante.

È in questa notte speciale che la rugiada si carica delle energie della luna, motivo per cui anticamente camminare scalzi o rotolare sull’erba all’alba del mattino di San Giovanni, era un rituale di buon auspicio che allontanava “maluguri” e malattie.

Ma questa è anche la notte in cui si prepara l’Acqua di San Giovanni, un vero trionfo di profumi della natura.

Per prepararla, bisogna recarsi nei giorni che vanno dal 21 al 24 di giugno nei campi, raccogliere i fiori e le erbe spontanee che vi si trovano e portarle a casa.

Per una perfetta acqua di San Giovanni, sarebbe bene raccogliere:

  • l’iperico dai fiori gialli, il fiore di San Giovanni, lo scacciadiavoli che proteggere dalle sventure
  • il rosmarino, che allontana la negatività;
  • la menta per allungare la vita
  • l’aglio, potente contro i sortilegi, propizia l’arrivo di denaro “chi non compra/prende aglio a San Giovanni, è povero tutto l’anno”
  • il finocchio selvatico, potente amuleto utile ad affinare l’occhio negli inganni
  • la lavanda, protegge la famiglia e propizia l’amore
  • l’artemisia, contro il malocchio
  • la verbena, che ha potere guaritore e proprizia il matrimoni;
  • la mandragora, molto cara alle streghe per preparare narcotici e filtri d’amore;
  • salvia, per la protezione

Chiaramente sarà sufficiente raccogliere una buona quantità di tutte le tipologie di erbe che possiamo facilmente trovare nel nostro territorio, imprescindibili però fiori ed erbe aromatiche.

La sera del 23 poi, si dovrà immergere questi fiori in una bacinella d’acqua e lasciarla esposta tutta la notte ai raggi della luna e ai poteri benefici della rugiada.

Il mattino seguente la potremo utilizzare per lavare viso e corpo.

Questa acqua profumatissima ci rilascerà tutte le energie benefiche delle erbe e della magica rugiada della notte di San Giovanni
Che ci crediate o meno, che aspettate a raccogliere i vostri fiori? Regalarsi un tocco di bellezza e un pizzico di magia non potrà che fare bene a corpo e mente.
E se bastassero davvero i fiori e una notte magica ad allontanare le cattiverie e cose brutte? provare per credere no?!

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giugno 14, 2017 · 6:35 pm