Archivi del mese: settembre 2016

Alla scoperta dei delfini, nel mare di Taranto. Una magia inaspettata.

Sono tarantina. Nel senso che sono nata a Taranto, ci sono stata fino ad un certo punto della mia vita, poi ci sono tornata per frequentare il liceo, di fronte al mare…poi sono andata via di nuovo.

Ogni volta che torno a Taranto, la ricerca di quel mare è inevitabile, necessaria. Necessario è affacciasi sul lungomare, guardare infinite volte lo stesso paesaggio, il castello aragonese, il ponte girevole, tutto meravigliosamente incastonato in quel pezzo di blu.

Quel mare questa volta, mi ha regalato una sorpresa meravigliosa. Ho visto realizzarsi proprio qui un mio grande desiderio, in questa città devastata dal rosso Ilva, in cui il mare si è salvato e la natura sta gridando che c’è anche lei e vuole tornare a vivere a Taranto.

Ho visto i delfini in mare aperto.

Siamo salpati dal Molo Sant’Eligio con lo staff della Jonian Dolphin Conservation, l’associazione che si occupa dello studio dei delfini che si sono stanziati nelle acque di Taranto. Un gruppo di biologi marini dall’animo nobile, che ha pensato di sostenere la propria ricerca, accompagnando i turisti alla scoperta di questi meravigliosi cetacei in mare aperto.

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Di meraviglioso oltre all’avvistamento dei delfini, c’è la spiegazione che viene fornita durante tutta l’escursione, che dura dalle 9:30 alle 15:30 del pomeriggio. Questi ragazzi, spiegano con passione il loro lavoro, i loro studi e mettono tutti in condizione di conoscere meglio questo mammifero così speciale. Raccontano la sua evoluzione, la sua presenza nel mar Ionio e permettono l’ascolto del verso dei delfini, con annessa spiegazione dei vari versi, attraverso uno strumento che immergono in acqua e registra i suoni. A bordo quel giorno c’è stato un ascolto molto speciale 🙂

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L’avvistamento ha qualcosa di magico.

Siamo così abituati a vedere animali in cattività, che quando si ha l’occasione di vederli liberi, nel loro habitat, garantisco sia un’emozione incredibile. Io ero realmente commossa. Noi abbiamo avvistato un gruppo di Stenelle striate, la razza di delfini che popola lo Ionio, mentre erano a caccia.

Li abbiamo visti avvicinarsi alla barca con le loro sentinelle, nuotare liberi mentre ci veniva richiesto silenzio e rispetto, perché gli ospiti in quel momento eravamo noi.

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Non c’è da aspettarsi il delfino che si avvicina e si fa accarezzare, non si lancia loro cibo. La bellezza di questa escursione sta nel RISPETTO e nell’ascolto. Ascolto della natura, delle proprie emozioni, delle nozioni scientifiche e delle curiosità che vengono raccontate dai biologi durante tutto il viaggio.

In più a bordo viene offerta frutta, aperitivo, pranzo a base di focacce e mozzarelle buonissime, insomma, una giornata SPECIALE.

Siamo tornati a casa arricchiti, emozionati e più consapevoli. Per la mia bambina è stata un’esperienza importantissima, che lei che ama tanto il mare so che porterà nel cuore per sempre.

Grazie Jonian Dolphin Conservation, Taranto ora è ancora più bella grazie a voi.

“Il mare che ci circonda, il sole che ci dà vita, la luna e le stelle che brillano nel cielo sono vere ricchezze. Sono tesori senza tempo e ci sono stati regalati per ricordarci a ogni istante la magia dell’esistere; sono la testimonianza di un mondo pieno di miracoli, e basta guardarsi intorno per realizzare i sogni.”

Il delfino, Sergio Bambarén.

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Briatore, la Puglia dei ricchi e gli “Statevene a casa vostra”: una riflessione leggera.

Ieri si è tenuto ad Otranto l’incontro dal titolo “Le prospettive del turismo nel Salento“. Pare sia il terzo di altri incontri sul tema, ma se degli altri due non si è sentito molto parlare, questo ha destato non poco clamore, probabilmente molto più di quello che l’architetto Foresta, ideatore dello stesso, immaginava!

Eh si perché l’intento di questi incontri è decisamente utile e nobile, ma probabilmente gli organizzatori non avevano immaginato che Briatore o si era “alzato storto” o non gli era piaciuto il pasticciotto che gli avevano portato a colazione o c’era poco latte di mandorla nel caffè che gli è risultato amaro, non sappiamo! Quel che sappiamo è che  ha iniziato a parlare come una scheggia impazzita non della bellezza di Puglia, come forse la platea si aspettava, ma della sua inadeguatezza ad accogliere un turismo RICCO che lui con l’apertura del suo Twiga ad Otranto immagina di portare da queste parti.

Da qui immagino che di seguito sia successo che Foresta abbia avuto uno mancamento, da cui si è ripreso grazie a un getto di acqua delle frise che Briatore intanto si stava sponzando, mentre l’impavida assessore Capone sfoderava la sua spada in difesa delle nostre coste che mai più vedranno piscine a picco sul mare. I tre sindaci di Lecce, Otranto e Gallipoli, intantosi immaginavano messi su un aereo alla ricerca di ispirazioni nel mondo, come consigliava il noto imprenditore.

(Non è andata esattamente così 🙂 )

Ed ecco che a seguito di questo incontro si è scatenato il commento virale sulle deposizioni di Briatore.

Il Salentino medio ha commentato con il famoso”STATEVENE A CASA VOSTRA” che di questi tempi, basta sostituire il soggetto e va sempre alla grande.

Gli addetti ai lavori hanno invece criticato costruttivamente il fatto, cercando soluzioni più o meno plausibili sulla ricchezza dell’identità storica.

Io di mio penso che se Briatore ha scelto questo posto nel mondo per il suo super Twiga, sicuramente avrà fatto delle valutazioni sull’applicabilità, non stiamo mica parlando del primo idiota che apre un locale! Non può però ricordarsi adesso che non ci sono  porti adatti ai mega yatch o aeroporti sugli scogli!

Se decidi di aprire, adattati pure! Noi aspettiamo voi imprenditori per vedere quante cose fighe siete in grado di insegnarci e farci vedere e allora vieni! Ma non pretendere di snaturare una terra che è così, che ti piaccia o meno.

Poi, io fossi ricca, mi sentirei anche un po offesa, perché non è vero che i ricchi non se ne fregano della cultura! Non tutti almeno!

E comunque  puoi avere tutti i soldi del mondo ma se vieni a Lecce e non vedi Santa Croce rimanendo ipnotizzato hai un problema! Sappilo!

O se non vai a vedere dal vivo il mosaico pavimentale di Otranto, la Basilica di Santa Caterina a Galatina, di problemi ne hai due tre in più!!!

Poi se ai ricchi piace davvero solo bere champagne e fare feste in discoteca, be allora, forse questo potete farlo un po ovunque , è vero, ma non vi voglio immaginare così miserabili e sono convinta che arrivando qui sarete pronti a ricredervi!

Per cui, io credo che questa futura presenza debba essere vista da noi pugliesi e salentini nello specifico, come una grande opportunità, per dimostrare che possiamo gestire anche questo tipo di flussi non snaturando la nostra identità.

Non possiamo boicottare la presenza dei ricchi! Non sono così cattivi come li ha disegnati Briatore! Comunque, meglio un ricco di un deficiente ubriaco all’alba, svenuto tra le strade di Gallipoli!!!

E poi Briatore  è un provocatore! E se non gli basteranno i nostri vini di lusso, i nostri tramonti di lusso, la nostra storia di lusso bè allora deciderà di cambiare rotta.

Voglio credere che i sindaci presenti sapranno far tesoro di questo grande polverone e che l’assessore Capone porti in Regione l’entusiasmo costruttivo e la difesa della sua terra che da sempre la contraddistingue.

E noi, noi non critichiamo sempre e comunque! Impariamo a crescere, che in questa Puglia c’è ancora tanto da fare, per i ricchi e per i comuni mortali! Diamogli torto a Briatore!!!

 

 

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