Fuoco e Sound

Focara di Novoli

Preparativi per la Focara 2014

Il 2014 sembra delinearsi probabilmente come l’anno del progresso, della globalizzazione e dell’apertura.
Che ci fosse qualcosa di orientale e cosmopolita nel Salento l’avevamo capito dal fatto che l’Oriente è già entrato nelle vite di molti attraverso moda, musica, arredamento, filosofia, sport e anche religione.
Ma adesso arriva anche come contaminazione nelle tradizioni secolari, nella cultura radicata delle feste popolari e caratterizzanti il nostro lembo di terra.
Questa nuova apertura porta alla Focara di Novoli del 2014 una veste diversa e originale, cucita appositamente per lei dall’artista giapponese, e italiano di adozione, Hidetoshi Nagasawa, architetto e scultore, protagonista all’avanguardia negli anni Sessanta.
La struttura giapponese  il 16 gennaio sarà la cornice architettonica indiscussa della serata, dopo i “cavalli” di Mimmo Paladino e i “numeri” di Ugo Nespolo degli scorsi anni.

Il Salento comincia a delinearsi come meta ambita anche d’inverno, e in questi giorni, in particolare, diventa la terra del “fuoco”, non solo per i falò che bruceranno in tantissimi paesi, ma anche per gli artisti che scandiranno le fredde ore delle tre serate.
E se architettonicamente la Focara apre le frontiere all’Oriente, musicalmente assistiamo ad un’evidente apertura al Mediterraneo.
La prima serata avrà l’onore di ospitare Alpha Blondy, cantante reggae africano, già molto conosciuto per la storica collaborazione con il gruppo The Wailers. La sua particolarità è il plurilinguismo dei testi che canta in inglese, francese, ebraico, arabo e in alcuni dialetti dell’Africa Occidentale, baolé e dioula.
Dal deserto vengono i Tinariwen, e ne prendono il nome, e si esibiranno in sonorità blues e rock, con influenze di musica tradizionale Tuareg.
Nella stessa serata il siriano Omar Souleyman porterà la sua musica pop arricchita di influenze indie.
Non può certo mancare la pizzica con gli Ariacorte, e l’elettro-dub dei No Finger Nails.
Protagonista indiscusso della seconda serata è, senza dubbio, Bombino, insolito musicista africano che abbraccia sonorità rock con la sua chitarra, grazie a influenze importanti come Knopfler e Hendrix, mantenendo, però, le caratteristiche dei suonatori del deserto e regalando alla sua musica sfumature profumate e affascinanti. Tutto ciò lo rende originale e unico.
Nella stessa serata si ballerà con Muchachito Bombo Infierno, idolo del divertimento spagnolo e con la Bandadriatica, definita figlia del mare, perché incontro di culture e provenienze che hanno passaporto adriatico.
La terza ed ultima serata sarà caratterizzata dalla musica reggae e raggamuffin dei Boomdabash, i cui componenti della provincia di Lecce e Brindisi si stanno affermando sempre più per la loro grinta e passione nell’esibirsi sui palchi.
I Dubioza Kolektiv, gruppo musicale bosniaco, composto da otto artisti che mescolano linguaggio musicale e politico attraverso reggae, hardcore, hip hop, rock ed ethno, grideranno forte la voglia di cambiamento e giustizia che cercano di trasmettere soprattutto ai giovani.
Infine, la cornice di chiusura dell’evento spetta ai Motel Connection, band torinese, che non ha bisogno di presentazioni perché all’avanguardia nel loro genere, musica elettronica contaminata da vari stili.
Come sempre, anche in questo caso la musica arricchisce l’evento ed è l’ingrediente principale del “calderone” scaldato sul fuoco lento della Focara di Sant’Antonio Abate.

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