Borghi più belli d’Italia: Specchia

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Sguardo sul borgo di Specchia

Qui inizia il mio personale percorso, fatto di odori, sapori e sentimenti autentici. Un viaggio nella mia terra che è il Salento, così semplice e preziosa e che vorrei raccontarvi a modo mio.

Se è vero che il Salento è rinomato soprattutto per le sue splendide spiagge e per le bellezze artistiche della città di Lecce, è anche vero che esiste un mondo circostante che rimane quasi completamente sconosciuto e inesplorato. Questa realtà è costituita dalla miriade di borghi e paesini della provincia (97 per l’esattezza) ed ognuno di essi è preziosa fonte di tradizioni, leggende e testimonianze artistiche che rappresentano un vero patrimonio per la cultura locale e nazionale.

Aggirarsi a passo lento lungo i vicoli, le piazze e i campi circostanti di questi paesi, equivale a toccare con mano la vera essenza della terra salentina e a fondersi con essa.La prima tappa è Specchia, piccolo paesino di meno di 5000 abitanti, ubicato nel cuore del Capo di Leuca, a metà strada tra il mare Ionio e il mare Adriatico.

Ho scelto di visitare Specchia non certo per caso. La bellezza di questo paese è già stata apprezzata e premiata con alcuni importanti riconoscimenti, tra cui il marchio dei “Borghi più belli d’Italia” dal 2004e il premio “Eden” come migliore destinazione rurale nel 2007.

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Antiche costruzioni del borgo

Arrivo a Specchia di domenica mattina, dopo un’acquazzone che tuttavia non è riuscito a spazzare via le nuvole nere. Un’orda di uccelli scuri vola basso cercando rifugio nelle rifiniture gotiche del Convento dei Francescani Neri, il primo monumento che scorgo dall’alto di una delle tante scalinate che contraddistinguono Specchia. Quest’atmosfera grigia e un pò malinconica si sposa perfettamente con il fascino medioevale di questo paesino.

Specchia è ubicata su un’altura di 130 metri sopra il livello del mare e si organizza su più strati, ognuno di essi articolato con strette stradine chiuse al traffico, muretti a secco, antiche corti e soprattutto tante suggestive scalinate. Un particolare che noto è rappresentato dalle tante panchine, spesso solitarie e disseminate qua e là lungo le strade di tutto il paese e negli angoli più inaspettati.

Sembrano quasi voler offrire sollievo alle gambe stanche del viandante dopo tanti gradini e salite.

Ne approfitto così per riposare un pò e per osservare ciò che mi circonda.

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Scalinata nel borgo di Specchia

Alle mie spalle si estende un panorama naturalistico da togliere il fiato: immense distese di ulivi e vecchie pajare che si estendono su un terreno di colore rosso spezzato dalle innumerevoli e sparse pietre calcaree. D’altronde la pietra ha un vincolo molto forte con Specchia. Lo stesso nome fa riferimento a un cumulo di pietre che in tempi passati veniva usato come torre d’avvistamento per le incursioni barbare e anche come tomba dei più valorosi.

Decido di raggiungere il centro della cittadina o borgo come viene frequentemente denominato.

Salendo verso la piazza centrale noto come sia semplice scorgere agrumeti e cortili aperti circondati da muretti a secco in tipico stile rurale.

Mi accingo a raggiungere Piazza del Popolo e la sensazione di trovarmi in un borgo antico, perfettamente conservato e preservato nel tempo, si fa sempre più forte. Ed è probabilmente questa la caratteristica più lampante di Specchia. Tutto qui sembra essersi fermato segnando un tempo lontano che continua a regalare fascino e suggestione a ogni singolo scorcio e particolare dei monumenti e delle case che fanno parte del borgo. Da questo punto di vista l’amministrazione locale si è dimostrata alquanto lungimirante attuando un’opera di recupero e restauro di tutto il centro storico e non solo. La pavimentazione di pietre di fiume è stata restaurata nel suo assetto originario e sono stati tolti i cavi telefonici dalle facciate delle case più centrali. Tutto ciò conferisce a Specchia uno spirito arcaico raramente riscontrabile in altre realtà locali.

Di estremo interesse storico e sociale sono anche i Frantoi Ipogei, degli spazi sotterranei ricavati nella roccia e un tempo adibiti alla lavorazione e alla produzione dell’olio di oliva che oggi, come secoli fa, rimane una delle principali attività di sostentamento nel Salento nonché estremamente rappresentativa del territorio e della sua morfologia. L’amministrazione di Specchia ha giustamente deciso di preservare e valorizzare questa importante testimonianza della civiltà contadina e ad oggi i Frantoi Ipogei possono essere visitati previa prenotazione alla Pro-Loco locale.

Chiesa della presentazione dell Beata Vergine Maria

Chiesa della Presentazione dell Beata Vergine Maria

Camminando verso la piazza centrale non posso fare a meno di notare l’estrema discrezione delle attività commerciali. Evitando insegne vistose e qualsiasi forma di ostentazione, i bar e i negozietti centrali sembrano fondersi alla perfezione con l’ambiente circostante.

Arrivo in Piazza del Popolo. Alla mia sinistra si erge Palazzo Risolo del ‘500, anche detto Palazzo Protonobilissimo, dal nome del principe di Muro Leccese artefice del suo più recente rifacimento.

Alla mia destra la Chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria, del XV secolo. Poco più avanti, quasi frontale alla chiesa madre si trova il Palazzo Baronale Ripa con il suo inconfondibile portico.

Scalinata nel borgo

Scalinata nel borgo

E’ risaputo che l’accoglienza della gente del Salento è una caratteristica piuttosto radicata. Chiedi un’informazione a una vecchina del luogo e rischierai (in senso buono) di fermarti a pranzo a casa sua! Forse è per questo motivo che l’idea di convertire il centro storico di Specchia in un Albergo Diffuso appare un’eccellente intuizione. L’albergo diffuso di Specchia è un insieme di appartamenti ristrutturati ad hoc per custodire e salvaguardare lo spirito autentico del borgo antico. Qui i turisti e i visitatori potranno soggiornare a contatto con la gente del posto gustando la vera essenza del Salento.

Visitando Specchia ho fatto davvero un salto indietro nel passato, ho sperimentato una sensazione di relax e tranquillità che mi ha pervaso completamente. Ho toccato con mano le testimonianze di una memoria storica che continua a vivere e a pulsare in ogni singolo anfratto di questo incantevole borgo.

Il viaggio attraverso i luoghi del Salento nascosto continua. Alla prossima.

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